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ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

23 FEBBRAIO 2001

23/2/2001 PENA MORTE: GIAPPONE, CONDANNATO SI UCCIDE IN CARCERE

TOKYO, 23 FEB -Un giapponese di 46 anni, condannato a morte nel 1997 per aver ucciso una donna e rubato un conto corrente e due milioni di yen in contanti (36 milioni di lire), si e’ ucciso oggi nel braccio della morte del penitenziario di Fukuoka, nell’isola meridionale di Kyushu.Lo ha reso noto la polizia. L’uomo, Yoshiaki Nishimura, aveva, secondo l’accusa, strangolato Hiroko Oyama, moglie di un medico, e aveva poi ritirato dal conto corrente una somma complessiva di 16,5 milioni di yen ( circa 300 milioni di lire). Nishimura, già condannato a 12 anni di carcere per aver ucciso nel 1983 la madre, aveva fatto ricorso contro la sentenza, sostenendo di aver ucciso si la moglie del medico ma di averlo fatto durante un litigio per questione di soldi.La notizia del suicidio e’ giunta poche ore dopo che il presidente del Consiglio d’Europa, Gunnar Jansson, in visita in Giappone, aveva definito "una tortura" e una violazione dei più elementari diritti umani le condizioni dei detenuti nel braccio della morte. I detenuti, come i loro familiari eavvocati difensori, non sanno quando verranno impiccati e vengono informati solo la mattina dell’esecuzione."Non possiamo permettere che venga turbata la loro pace di spirito" si era sentito rispondere Jansson alla sua richiesta di visitare alcuni condannati nel braccio della morte. (ANSA).