ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA
23 APRILE 200123/04/2001: NON CRIMINALIZZO I DIRETTORI DI RESTO DEL CARLINO, NAZIONE, GIORNO. PERO’... DICHIARAZIONE DI SERGIO D’ELIA, SEGRETARIO DI NESSUNO TOCCHI CAINO. (del 23 aprile 2001)
AUTORE: UFFICIO STAMPA: TEL. 06/68979202 - 0335/6153305
Roma, 23 aprile 2001: Il servizio reso da Radio Radicale ai tempi di ´radio parolaccia´, è stato utile a far conoscere il razzismo, la xenofobia, il leghismo crescenti nel nostro paese. Fummo per questo criminalizzati.
Io non criminalizzo, oggi, quei direttori di giornale che, sulla vicenda della piccola Sara uccisa a Bologna, hanno deciso di informare i propri lettori del sentimento profondo - ma anche tragicamente nobile e civile - di giustizia che anima molti di coloro che chiedono con forza pene più severe, fino alla morte, per assassini o stupratori. E´ bene che il ´male´, se di questo si tratta, che esiste in una società non sia mai occultato.
Peccato, però, che a differenza di Radio Radicale, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno si siano limitati a questo, e non abbiano sentito il dovere di far sapere che esistono nel nostro paese anche coloro i quali, mossi da un altrettanto nobile e civile senso di giustizia, pensano che nessuno stato può disporre della vita dei suoi cittadini, che nessuna esigenza di giustizia può consentirsi l´atto estremo della soppressione di chi ha ucciso. Che ´Nessuno tocchi Caino´ non vuol dire non pensare ad Abele, al contrario vuol dire essere dalla parte delle vittime nella maniera forse più completa e civile. Che con la pena di morte in discussione non è solo Caino e quello che ha fatto, ma che in gioco siamo noi, la comunità che vogliamo essere, l´umanità che vogliamo avere.
Aggiungo, anzi, premetto che rispetto il sentimento profondo che anima in queste ore il padre, la madre, la sorella della piccola Sara anche quando giunge ad urlare vendetta per la morte della loro cara.
Io non criminalizzo, oggi, quei direttori di giornale che, sulla vicenda della piccola Sara uccisa a Bologna, hanno deciso di informare i propri lettori del sentimento profondo - ma anche tragicamente nobile e civile - di giustizia che anima molti di coloro che chiedono con forza pene più severe, fino alla morte, per assassini o stupratori. E´ bene che il ´male´, se di questo si tratta, che esiste in una società non sia mai occultato.
Peccato, però, che a differenza di Radio Radicale, il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno si siano limitati a questo, e non abbiano sentito il dovere di far sapere che esistono nel nostro paese anche coloro i quali, mossi da un altrettanto nobile e civile senso di giustizia, pensano che nessuno stato può disporre della vita dei suoi cittadini, che nessuna esigenza di giustizia può consentirsi l´atto estremo della soppressione di chi ha ucciso. Che ´Nessuno tocchi Caino´ non vuol dire non pensare ad Abele, al contrario vuol dire essere dalla parte delle vittime nella maniera forse più completa e civile. Che con la pena di morte in discussione non è solo Caino e quello che ha fatto, ma che in gioco siamo noi, la comunità che vogliamo essere, l´umanità che vogliamo avere.
Aggiungo, anzi, premetto che rispetto il sentimento profondo che anima in queste ore il padre, la madre, la sorella della piccola Sara anche quando giunge ad urlare vendetta per la morte della loro cara.
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