ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
22 NOVEMBRE 200122/11/2001 NIGERIA: Per salvare Safya (www.femmis.org)
Safya Husseini Tudu, 30 anni, nigeriana, dal 9 ottobre rischia di essere lapidata per aver avuto rapporti prematrimoniali. Ma qualcosa si sta muovendo
Pubblichiamo qui di seguito parte del comunicato di "Nessuno tocchi Caino" che ha indetto questa settimana una manifestazione per Safya, e l’intervento Farid Adly, direttore di "ANBAMED, notizie dal Mediterraneo" che sottolinea l’importanza di non vedere, in questa campagna, un attacco all’Islam. Dal comunicato di "Nessuno tocchi Caino" "Il Governo federale non consentirà che Safiya venga giustiziata. Il Governo è molto preoccupato e si sta prendendo cura del caso," ha dichiarato l’Ambasciatore Etim Okpoyo durante l’incontro con una delegazione di Nessuno tocchi Caino, composta dal Segretario Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti del Consiglio Direttivo di Nessuno tocchi Caino, Natale D’Amico, vice presidente del gruppo della Margherita al Senato e dalla presidente dei Verdi Grazia Francescato. Durante l’incontro l’Ambasciatore ha spiegato che il caso di Safiya è attualmente all’esame di una corte d’appello islamica. Dopo questo grado di giudizio Safiya, però, può ricorrere alla Corte d’Appello federale e poi ancora alla Corte Suprema della Nigeria. Sarà dunque a livello federale che il destino di Safiya potrà cambiare. Infatti, a livello federale, Safiya Hussaini uscirà dalla giurisdizione islamica e dunque non potrà essere condannata a morte per adulterio. Per Nessuno tocchi Caino le assicurazioni dell’Ambasciatore sono state incoraggianti. E’ la prima volta che un’autorità nigeriana precisa la competenza federale sul caso e l’impegno del governo a che non ci sia l’esecuzione. Durante l’incontro, l’associazione ha sollevato non solo il caso di Safiya e la pena di morte tramite lapidazione, ma anche il ricorso a pene disumane come le centinaia di frustate inflitte alle ragazze che hanno relazioni prematrimoniali, le amputazioni degli arti per furto o altri reati minori, tutte pene applicate in una dozzina di stati del nord della Nigeria. Nessuno tocchi Caino ha anche preannunciato una missione nel paese per sostenere il Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo nella difesa dei diritti umani e nel processo abolizionista del paese. Dal 1999, anno in cui Olusegun Obasanjo ha assunto la presidenza, non vi sono state esecuzioni in Nigeria. Peraltro, ha detto un funzionario dell’ambasciata, la donna non si trova più nello stato di Sokoto e, in base alla legge islamica, la sua condanna non può essere eseguita da un altro stato della federazione.
