Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

19 GIUGNO 2001

19/6/2001 Pena di morte verso un tragico record; CORRIERE DELLA SERA

Presentato il rapporto di “nessuno tocchi Caino” a pochi giorni dal congresso di Strasburgo contro la sentenza capitale

ROMA -In Europa no, da nessuna parte si uccide per punire i colpevoli di un reato. Ma nel mondo nel 2000 la pena di morte ha ammazzato oltre 1900 persone, mentre quasi 1300 è il bilancio relativo ai primi cinque mesi di quest’anno. Perchè sono 72 i Paesi dove la pena di morte è ancora legge e tre di questi sono membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu: Stati Uniti, Giappone, Cina.Di più: alla Cina spetta il record mondiale delle esecuzioni capitali, oltre mille nel 2000, almeno 1100 soltanto nel primi cinque mesi di quest’anno. A meno di non credere ai dati delle opposizioni irachene: segnalano duemila morti per condanne nel Paese di Saddam Hussein lo scorso anno, secondo il rapporto che l’associazione "Nessuno tocchi Caino" ha presentato ieri, a pochi giorni del primo congresso mondiale contro la pena di morte che a Strasburgo vedrà impegnato l’intero Parlamento europeo (da giovedì 21 a sabato 23 giugno). Ma anche alla vigilia di una nuova esecuzione federale negli Stati Uniti, la seconda dal 1963 dopo quella della settimana scorsa di Timothy McVeigh.LA SECONDA ESECUZIONE FEDERALE -Nel carcere di Terre Haute, in Indiana, è tutto pronto per l’iniezione letale (prevista per oggi alle 14, ora italiana) a Juan Raul Garza, un detenuto di origini messicane considerato il più violento trafficante di droga del Texas: dopo che la Corte Suprema aveva respinto due appelli presentati dai legali, ieri in nottata Bush ha negato la grazia. La sua condanna allunga la triste lista delle esecuzioni capitali negli Usa: 36 soltanto in questi mesi del 2001, 85 lo scorso anno, 40 delle quali tutte nel Texas, lo Stato di cui Bush è stato governatore prima di diventare presidente degli Usa.GIUSTIZIERE A 10 ANNI -C’è anche questo dietro ai freddi numeri del rapporto sulla pena di morte. C’è che in Afghanistan le regole dei Talebani vogliono sia un parente a fare giustizia. di un omicidio. E così nel febbraio scorso gli studenti del Corano al potere non hanno esitato a mettere tra le mani una pistola a un bambino di 10 anni: ha premuto il grilletto in uno stadio gremito.IL COLOSSEO ILLUMINATO -Ma ci sono anche notizie positive. Perchè nel mondo stanno aumentando i Paesi che aboliscono la pena di morte e oggi sono diventati ben 124. L’ultimo, nel maggio scorso è stato il Cile, è per questo che stasera a Roma si tornerà a illuminare il Colosseo. Una manifestazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio alla quale parteciperanno il sindaco Walter Veltroni e il ministro della Giustizia cileno, Josè Antonio Gomez. Da sempre impegnata contro la pena di morte, la Comunità di Sant’Egidio ha raccolto ormai 3 milioni e mezzo di firme per rilanciare la richiesta di moratoria universale delle esecuzioni capitali da presentare all’Onu.UN APPELLO A BERLUSCONI -Lo ha fatto Sergio D’Elia, segretario di "Nessuno tocchi Caino". Ne1 1994 il governo Berlusconi ebbe il merito di portare avanti l’iniziativa di richiesta all’Onu di una moratoria universale. Adesso è importante che sia proprio l’Italia, all’interno dell’Unione Europea, a responsabilizzarsi su questo tema. A questo appello ha già risposto il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, garantendo il suo impegno in questa battaglia.«Le esecuzioni negli Usa? Servono ai politici per far carriera»NEW YORK -La forte pressione esercitata dall’Europa sul presidente Bush riguardo alla pena capitale è inutile e irrilevante. Perchè i nostri politici sono sordi come tombe non solo davanti ai leader europei ma anche rispetto alla vostra opinione pubblica, ai vostri intellettuali e persino al Papa. I quali naturalmente, non votano in Usa..Parla Alan Dershowitz, 63 anni, il principe del foro Usa e docente in legge alla Harvard Law School, che nella sua lunga carriera ha rappresentato clienti quali Claus von Bulow, O.J. Simpson, Mike Tyson, Michael Milken e Derek Rocco Barnabei.Le proteste contro il patibolo incontrate durante la sua recente trasferta europea non avranno alcun effetto sul presidente Bush?E’ tutta fatica sprecata. Bush non sa nulla dell’Europa e comunque se ne infischia di quello che il vecchio continente ha da dire in merito. I nostri presidenti sono arroganti e pensano che la loro visione provinciale dell’universo sia l’unica corretta mentre il resto del mondo ha torto. E cosi citano l’occhio per occhio, dente per dente della Bibbia. Bill Clinton non era meglio e anche se l’opinione degli europei gli stava più a cuore, non è servita a fargli cambiare posizione.Come spiega l’isolazionismo etico-morale degli Stati Uniti davanti a una questione tanto importante?La colpa è del ruolo sempre più centrale e ingombrante svolto dalla religione -o meglio dai fondamentalismi -nella nostra società. L’altro fattore determinante è che qui in America la giustizia criminale è in mano ai politici e non a magistrati di carriera, come da voi in Europa. I nostri giudici e procuratori si presentano alle elezioni, facendo leva proprio sul grado di durezza esercitato contro il crimine. Da voi, al contrario, la professione giudiziaria è in mano a professionisti, che non hanno un elettorato al quale rendere conto.Anche la politica "pura" svolge un ruolo determinante?Certo, ma anche qui il sistema americano gioca a sfavore degli abolizionisti. Prenda il Senato Usa, oggi controllato dai democratici con uno scarto di un voto, eppure al 95% favorevole al boia. Persino liberaI come Chuck Schumer e Hillary CI1nton a New York, o Barbara Boxer e Diane Feinstein in California sono costretti a stare al gioco, per assecondare gli elettori, anche se sono contrari all’assassinio di Stato. Chi osa opporsi al patibolo è consapevole di emettere una sentenza di morte per la propria carriera. La scelta è dunque tra l’uccidere gente magari innocente o uccidere se stessi politicamente.Come mai l’Europa è immune da questa logica?Prenda l’esempio della Gran Bretagna: i sondaggi rivelano che un numero di persone pressoché identico a quello degli Stati Uniti è favorevole alla pena di morte. Il problema lì non sussiste perchè i candidati d’Oltremanica hanno da tempo eliminato questa spinosa questione dalle piattaforme di partito e quindi non vedrà mai un candidato britannico cercare consensi in base al suo sostegno alla pena capitale. Gli europei hanno salvato l’etica e la morale salvaguardando contemporaneamente se stessi.A giudicare dall’enorme risalto dato negli ultimi tempi dalla stampa americana, si direbbe che la condanna rivolta daII’Europa agli Usa su questo tema cominci a preoccupare la vostra opinione pubblica.Per adesso si tratta di una campagna dei media. Dopo anni di scandali indagini indipendenti che hanno portato alla moratoria in vari Stati, i mezzi d’informazione sanno meglio di chiunque altro come l’America giustizi regolarmente gente innocente, senza curarsi se esistono prove per scagionarla. Derek Rocco Barnabei è l’esempio migliore di un condannato messo a morte nonostante le fortissime probabilità di innocenza.Pensa che i media siano isolati in questa crociata?No, la protesta si sta allargando. Una delle iniziative più importanti è l’editoriale inviato la scorsa settimana ai New York Times da 9 ex diplomatici statunitensi. "E’ molto difficile per gli Usa svolgere attività diplomatiche a difesa dei diritti umani nel mondo -spiegano -quando l’America è vista come un Paese di barbari che commette l’omicidio di Stato". Ma anche questi "intoccabili hanno poco peso perchè sospettati di assecondare gli europei, una mossa assai impopolare in un Congresso dove vige lo slogan "questa è l’America e devi rispettarne le leggi".Dopo l’esecuzione di Timothy McVeigh, Gorge W. Bush ha detto che non si è trattata di vendetta ma di giustizia.Se fosse ancora in corsa per la sedia di governatore del Texas avrebbe usato parole ben diverse. Ma adesso che è alla Casa Bianca, cerca di darsi un contegno più Internazionale. In realtà tutti sanno che in America solo i poveri, i neri e i ritardati vengono giustiziati. E che Bush è il peggiore di tutti perchè quand’era governatore ha bloccato la legge che avrebbe garantito una difesa adeguata al condannati texani, rifiutandosi di firmare il decreto per abolire l’esecuzione dei ritardati.E’ pessimista?Prima o poi i democratici dovranno comprendere che è giunto il momento di cavalcare la protesta popolare che sta emergendo in alcuni Stati. Europei e canadesi possono svolgere un ruolo molto importante rifiutandosi di estradare in America gente condannata a morte, considerando gli Stati Uniti un paese del Terzo mondo, alla stregua di Libia e Iraq. E soprattutto i leader religiosi come il Papa debbono fare di più. Se la Chiesa cattolica, peraltro già attenta su questo tema, usasse la stessa energia morale e materiale che ha impiegato contro l’aborto nel combattere la pena capitale, tutto il mondo le andrebbe dietro.