ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
19 GIUGNO 200119/6/2001 Pena di morte e malati mentali; IL MATTINO
L’associazione Nessuno tocchi Caino indirizzava a Bush un appello, firmato da intellettuali, politici e premi nobel, per una sospensione della pena capitale, a cominciare da Timothy Mc Veigh. Ma non ha chiesto troppo a un Presidente, che come ex governatore del Texas, aveva avuto il primato delle esecuzioni?Mc Veigh, come volevasi dimostrare, non l’ha fatta franca. E Bush, ha esclamato soddisfatto: " il bene ha prevalso sul male". Forse così ha voluto dare anche una risposta a quell’associazione. Effettivamente, fare proprio esagerato pretendere una moratoria a partire da un Caino, come Mc Veigh, autore a Oklahoma City di una strage orrenda, di cui non si è mai pentito. Eppure, il padre stesso di una di quelle 168 vittime (una ragazza di 16 anni), sulle orme della figlia è schierato contro la pena di morte. Un giorno, questa (lo speriamo) sparirà definitivamente dalla faccia della Terra. Come è accaduto a maggio scorso in Cile per "un atto di umanità e non di debolezza".Debole è piuttosto quello Stato che scende al livello del colpevole e, fatto ancora più vergognoso (ma gli Stati americani se ne stanno accorgendo), manda dal boia perfino minorati psichici, com’è capitato a Jay Scott, uno schizofrenico, nel carcere di Lucasville, nell’Ohio. Nei bracci della morte delle carceri statunitensi si contano da 200 a 300 malati mentali. Hanno un corpo da adulti, è stato detto, ma pensano e agiscono come bambini. Iniezione letale, allora, anche a chi è incapace di intendere e di volere? Bush così si è espresso: "non dovremmo giustiziare nessun ritardato mentale…".Ha usato il condizionale.
