ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
19 GIUGNO 200119/6/2001: Cina record:1100 esecuzioni in sei mesi; ILMESSAGGERO
Rapporto di nessuno tocchi Caino. L’ambasciatore turco:no alla pena di morte
ROMA -10 aprile 2001 Flash dell’agenzia di stampa cinese Xinhua News. «La cifra record di 206 esecuzioni eseguite in Cina in un giorno ha sorpassato il precedente record di 89 esecuzioni dell’ 11 aprile...» Almeno mille condanne a morte nel 2000, più di 1100 ne primi sei mesi del 2001. E’ un tragico primato quello che la Cina vanta: il maggior numero di esecuzioni, con un notevole incremento dall’aprile di quest’anno sull’onda del programma governativo "Colpire duro". I tribunali di Pechino possono condannare a morte anche per reati economici, di droga, di prostituzione, di contrabbando e per pratiche religiose non ammesse dal regime.E’ il dato più eclatante, e anche il più sconvolgente, che emerge dal rapporto annuale sulla pena di morte nel mondo redatto per conto di "Nessuno tocchi Caino" da Elisabetta Zamparutti e presentatoieri mattina a Roma, al partito radicale.L’iniziativa per una moratoria universale delle esecuzioni stabilite dall’Onu è un banco di prova per il governo Berlusconi», afferma il segretario di "Nessuno tocchi Caino", Sergio D’Elia. E per il governo Berlusconi era presente il neosottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver, cheha assicurato il suo personale impegno in questa battaglia umanitaria. «L’Unione europea e l’Italia -dice ancora D’Elia -hanno la responsabilità di rilanciare la moratoria delle esecuzioni in sede ONU. È l’unico modo per illuminare la faccia oscura della pena di morte». D’Elia si riferisce alla Cina dove è ben difficile quantificare il numero delle esecuzioni in quanto coperte dal segreto di Stato.La battaglia di "Nessuno tocchi Caino" qualche buon effetto l’ha ottenuto in questi anni. Nel 1999 i paesi abolizionisti erano 99 mentre oggi sono 124. I Paesi che mantengono questo barbaro modo di fare giustizia, o "ingiustizia" come dirà Oliviero Toscani, erano 97, oggi sono 72.ta. è quella che mostrano gli Usa dove dal I. gennaio 2000 al 15 giugno 200 I sono state eseguite ben 121 condanne. E proprio oggi, a meno che non intervenga qualche colpo di scena dell’ultim’ora, sarà messo a morte il 122.. Juan Raul Garza, nacotrafficante messicano-statunitense di 44 annicondannato per tre omicidiE se c’è una faccia oscura della pena di morte c’è n’è una fin troppo illuminata: è quella che mostrano gli Usa dove dal 1 gennaio 2000 al 15 giugno 2001 sono state eseguite ben 121 condanne. E proprio oggi, a meno che non intervenga qualche colpo di scena dell’ultim’ora, sarà messo a morte il 122: Juan Raul Garza, nacotrafficante messicano-statunitense di 44 anni condannato per tre omicidi.Negli Usa sono ben poche le speranze per una campagna di sensibilizzazione su questo problema. Al contrario, la legge del taglione resta un cardine del sistema giudiziario della più grande potenza del mondo. Ultimo testimone è Oliviero Toscani che tempo fa lanciò una campagna pubblicitaria per conto della Benetton nel suo stile "pugno allo stomaco": una serie di foto scattate nei bracci della morte di carceri americane. Lo stato del Missouri si è adontato è ha fatto causa: per tacitarlo la Benetton si è affrettata a sborsare 50 mila dollari e a inviare lettere di scuse. "si fronte al profitto non esistono diritti umani", commenta amaramente Toscani che ha chiuso per queste ragioni ogno rapporto con i suoi datori di lavoro. Lo stesso Toscani ha presentato ieri un drammatico filmato girato dal figlio Rocco con interviste a condannati a morte negli Stati Uniti.E in questo clima interviene anche l’ambasciatore turco a Roma, Nekati Utkan: si dice dispiaciuto per quanto accade nelle carceri del suo paese dove decine di detenuti in sciopero di fame stanno morendo e si dice personalmente contrario alla pena di morte. Non pare che sia anche il pensiero del suo governo.
