Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

19 MAGGIO 2001

19/5/2001 “Nessuno tocchi Caino” coinvolge un partner orientale; L’ORA

Il movimento ispirato ai principi buddhisti e a pratiche spirituAli taoiste ha deciso di aderire alla campagna contro la pena di morte

ROMA - Falun Gong aderirà alla campagna on line di ’Nessuno tocchi Caino’, cui hanno aderito 40 siti internet e che finora ha consentito di raccogliere 15.000 firme. Quello del movimento spirituale cinese ispirato a principi buddhisti e a pratiche spirituali taoiste (http://www.faluninfo.net) sarà il primo sito non italiano a ospitare gratuitamente un banner, realizzato dal fotografo Oliviero Toscani, per la campagna contro la pena di morte condotta dalla lega internazionale ’Nessuno tocchi Caino’.Erping Zhang, portavoce internazionale del gruppo, che conta 100 milioni di praticanti in Cina ed è illegale dal luglio ’99, è stato invitato a Roma, ospite del Partito radicale, per testimoniare la persecuzione condotta dalle autorità cinesi.In una conferenza stampa, Erping Zhang, psicologo che vive e lavora negli Stati Uniti, ha parlato di almeno 50.000 praticanti cinesi internati in campi di lavoro, di un migliaio finiti in ospedali psichiatrici, di 600 condannati e di altri 200 uccisi dopo le torture inflitte dai poliziotti.Come avvenuto nel ’94 per il Dalai Lama, leader dei buddhisti tibetani in esilio, Marco Pannella e i Radicali chiederanno al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e al futuro capo del governo, Silvio Berlusconi, di ricevere il fondatore del Falun Gong, il maestro cinese Li Hongzhi.Con oltre 400 persone giustiziate in aprile, la metà in un solo giorno, la Cina detiene il record mondiale delle condanne a morte eseguite dall’inizio dell’anno. Nel 2000 sono state un migliaio, nel ’96 oltre 4.300, in occasione di una spietata campagna anticrimine. Sono dati forniti da ’Nessuno tocchi Caino’, Non esistono statistiche ufficiali sulla pena di morte in Cina, che le considera ’segreto di Stato’. Proprio per rilanciare anche nel 2001 la sua richiesta di moratoria delle esecuzioni davanti alle Nazioni Unite, passo necessario per arrivare alla completa abolizione della condanna a morte, l’associazione federata al Partito radicale ha deciso di richiamare l’attenzione sul caso cinese, in particolare sulla repressione di Falun Gong.Pechino lo considera un ’culto satanico’ e perseguita con singolare accanimento i suoi praticanti. Ma prima di essere messo al bando, il movimentospirituale Falun Gong era nelle grazie del regime comunista cinese, che anzi ne incoraggiava la diffusione. Il maestro che lo introdusse nel ’92, Li Hongzhi, ora colpito da mandato di arresto ha ricevuto molte onorificenze dal governo cinese. La pratica fisica e spirituale ispirata alla millenaria tradizione cinese e ai principi del buddhismo e del taoismo avevano conquistato persino molti quadri del partito. Questa, secondo il portavoce internazionale del movimento, Erping Zhang, è una delle ragioni che spiegano il dietrofront di Pechino e la sua determinazione nello sradicare questa pratica, messa frettolosamente al bando il 22 luglio 1999. Alfredo Fava, referente italiano del Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, rifiuta definizioni come ’setta’, ’seguaci’ o ’religione’. Tanto meno si tratta di un movimento politico. "E’ un’antica forma di Qigong, un sistema di coltivazione e pratica di alto livello che serve per purificare e rinforzare il corpo, la mente e lo spirito", spiega Fava.