Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

18 MAGGIO 2001

18/5/2001 PENA DI MORTE: FALUN GONG, IL MOVIMENTO CHE SPAVENTA PECHINO (2)

Roma, 18 mag. -Alfredo Fava, referente italiano del Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, rifiuta definizioni come ’setta’, ’seguaci’ o ’religione’. Tantomeno si tratta di un movimento politico. "E’ un’antica forma di Qigong, un sistema di coltivazione e pratica di alto livello che serve per purificare e rinforzare il corpo, la mente e lo spirito", spiega Fava, imprenditore tessile che trascorre sei mesi l’anno in Cina. "In pochi anni e’ diventata la forma di Qigong più praticata della storia cinese, perché non enfatizza solo la pratica fisica, ma soprattutto la coltivazione del carattere morale di una persona nella vita quotidiana, in accordo con i principi ’Zhen’ ’Shan’ ’Ren’ (Verità, Compassione e Tolleranza)"."L’efficacia della Falun Dafa nel miglioramento della salute e i suoi principi profondi", aggiunge Fava, "l’hanno resa popolare in tutto il mondo". Ora questa pratica e’ diffusa il 40 Paesi. Secondo Erping Zhang, le autorità cinesi la temono anche per il crescente numero di persone che coinvolge, compresi molti dei 50.000 membri del partito comunista. Un grave pericolo per un regime ateo, contrario a qualsiasi manifestazione spirituale e ossessionato dalla necessità di controllare ogni forma di libertà di espressione. Il sistema da ’Grande fratello’ perfezionato dal presidente cinese Jiang Zemin e’ stato condannato ai primi di maggio anche dall’associazione ’Reporter senza frontiere’ nel suo rapporto annuale sulla libertà di stampa nel mondo. (AGI)