Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

18 MAGGIO 2001

18/5/2001 DIRITTI UMANI: CINA, FALUN GONG TRA RADICALI E BERLUSCONI

ROMA, 18 MAG -Diritti umani: sarà questo uno dei temi che condizioneranno i rapporti tra i radicali e il futuro governo di Silvio Berlusconi. Marco Pannella, in una conferenza stampa a Roma sulla pena di morte in Cina, e’ stato chiaro.Inviteremo a Roma Li Hongzhi, fondatore del Falun Gong (organizzazione illegale in Cina che pratica esercizi fisici e spirituali liberamente ispirati al buddhismo ), ha detto Pannella e "una delle prime occasioni per stabilire i rapporti e gli atteggiamenti che potremo avere con il Berlusconi due" dipenderà dal fatto "se accetterà di ricevere il maestro Li Hongzhi. Mi auguro anche che l’attuale presidente della repubblica vorrà fare altrettanto".Già nel ’94, ha ricordato Pannella,"quando invitammo a Roma per la seconda volta il Dalai Lama che non era mai stato accolto ufficialmente dalle nostre autorità ottenemmo che Berlusconi, presidente del Consiglio, lo ricevesse ufficialmente".L’invito al fondatore del Falun Gong a venire in Italia e’ stato rivolto tramite Erping Zhang, portavoce internazionale dell’ organizzazione, intervenuto alla conferenza stampa promossa da ’Nessuno tocchi Caino’, che ha denunciato la repressione del governo cinese nei confronti degli aderenti. Secondo il Falun Gong - che sostiene di avere in tutto il mondo tra i 70 e il 100 milioni di praticanti -dal dicembre ’99 un migliaio di persone sono state processate e condannate fino a 18 anni di prigione, sono circa 25 mila quelle inviate in campi di lavoro senza processo, centinaia i ricoverati in ospedali psichiatrici e i morti in seguito a torture. Dati contestati da Pechino."Il Falun Gong non ha commesso nessun crimine -ha sottolineato Erping Zhang -ma si rifà alle culture tradizionali cinesi e il partito, comunista e ateo, ne ha paura perché può minacciare la struttura dittatoriale attuale".Ma non e’ solo contro il Falun Gong che e’ diretta la repressione di Pechino, ha denunciato ’Nessuno tocchi Caino’, secondo il quale, solo nel 2001, ci sono state oltre 600 esecuzioni, la maggioranza delle quali nel mese di aprile. Tra il 1990 e il 1998 sono state eseguite, sempre secondo quanto e’ stato riferito dai promotori della conferenza, 16.600 condanne a morte.Ma la Cina, ha detto Sergio d’Elia, segretario di ’Nessuno tocchi Caino", e’ difficilmente attaccabile per le sue potenzialità economiche e per lo sterminato mercato che rappresenta. D’Elia ha ricordato che la Commissione Onu sui diritti umani non ha mai approvato un testo di condanna contro Pechino. Del resto, ha polemizzato Pannella, "la Confindustria e la politica italiana in generale sono tutti mobilitati alla corte di Pechino".(ANSA).