ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA
18 FEBBRAIO 200118/02/2001: CANADA, IL ‘NO’ ALL’ESTRADIZIONE IN USA DI BURNS E RAFAY SEGNA UNA SVOLTA NELLA POLITICA CANADESE SULLA PENA DI MORTE (del 18 febbraio 2000)
AUTORE: UFFICIO STAMPA: TEL. 06/68979202 - 0335/6153305
Roma, 18 febbraio 2001.
Fino al 15 febbraio scorso, il Canada è stato l´unico paese occidentale a restituire regolarmente agli Stati Uniti e ad altri paesi i sospetti senza chiedere delle garanzie contro l´esecuzione. L´Italia ha dato un contributo alla svolta della politica canadese in materia di estradizione, quando un anno e mezzo fa, su iniziativa di Nessuno tocchi Caino, una delegazione del Senato italiano, guidata dal Senatore Rino Cirami ha partecipato all´udienza presso la Corte suprema canadese che dibatteva il caso di Sebastian Burns e Atif Rafay, in predicato di essere estradati negli Stati Uniti senza che fossero state richieste garanzie contro la pena di morte. Il senato italiano ha rappresentato davanti alla corte la politica italiana sull´estradizione in casi capitali, citando ad esempio il caso di Pietro Venezia che l´Italia si è rifiutata di estradare in Florida in quanto stato mantenitore della pena capitale. Dichiarazione di Sergio D´Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino:"Non è stato stabilito un rifiuto assoluto delle estradizioni in casi capitali, come ha fatto la Corte costituzionale italiana nel caso di Pietro Venezia, eppure, la decisione della corte suprema canadese è importante per due motivi. Il primo, giuridico: perchè pone fine alla politica del governo canadese di concedere sempre l´estradizione senza le garanzie circa la non applicazione della pena di morte, da chiedere solo in casi eccezionali. La corte invece ha stabilito che tali garanzie vanno chieste sempre, salvo in casi eccezionali. Il secondo, politico: perchè per la prima volta il Canada ha detto ´no´ agli Stati Uniti e alla sua pratica della pena di morte, in questo dando particolare rilievo al fatto che il Canada è un paese che ha deciso di ripudiare senza riserve la pena di morte ed al fatto che la Comunità internazionale la sta progressivamente abbandonando".
Precedenti:
30 aprile 1999: il Canada ha estradato in Georgia Jeffrey McGee, un newyorchese accusato di aver ucciso un ufficiale della polizia di Villa Rica e il 24 agosto, il Procuratore Distrettuale, Pete Skandalakis, ha detto che avrebbe chiesto la pena di morte nel suo caso. McGee, 33 anni, era stato arrestato il 4 febbraio in una pasticceria di Toronto.
8 Giugno, 2000: Fang Yong, 35, un ex impiegato di banca estradato in Cina dal Canada è stato condannato a morte dalla Ningbo People´s Intermediate Court per appropriazione indebita di fondi pubblici. Fang era stato latitante in Canada fino al novembre del ´99, quando fu scoperto a seguito di una infrazione stradale e quindi estradato in Cina nella convinzione che sarebbe stato condannato ad una pena detentiva. Ma dopo l´estradizione, è stato incriminato per reati più gravi e condannato a morte.
Fino al 15 febbraio scorso, il Canada è stato l´unico paese occidentale a restituire regolarmente agli Stati Uniti e ad altri paesi i sospetti senza chiedere delle garanzie contro l´esecuzione. L´Italia ha dato un contributo alla svolta della politica canadese in materia di estradizione, quando un anno e mezzo fa, su iniziativa di Nessuno tocchi Caino, una delegazione del Senato italiano, guidata dal Senatore Rino Cirami ha partecipato all´udienza presso la Corte suprema canadese che dibatteva il caso di Sebastian Burns e Atif Rafay, in predicato di essere estradati negli Stati Uniti senza che fossero state richieste garanzie contro la pena di morte. Il senato italiano ha rappresentato davanti alla corte la politica italiana sull´estradizione in casi capitali, citando ad esempio il caso di Pietro Venezia che l´Italia si è rifiutata di estradare in Florida in quanto stato mantenitore della pena capitale. Dichiarazione di Sergio D´Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino:"Non è stato stabilito un rifiuto assoluto delle estradizioni in casi capitali, come ha fatto la Corte costituzionale italiana nel caso di Pietro Venezia, eppure, la decisione della corte suprema canadese è importante per due motivi. Il primo, giuridico: perchè pone fine alla politica del governo canadese di concedere sempre l´estradizione senza le garanzie circa la non applicazione della pena di morte, da chiedere solo in casi eccezionali. La corte invece ha stabilito che tali garanzie vanno chieste sempre, salvo in casi eccezionali. Il secondo, politico: perchè per la prima volta il Canada ha detto ´no´ agli Stati Uniti e alla sua pratica della pena di morte, in questo dando particolare rilievo al fatto che il Canada è un paese che ha deciso di ripudiare senza riserve la pena di morte ed al fatto che la Comunità internazionale la sta progressivamente abbandonando".
Precedenti:
30 aprile 1999: il Canada ha estradato in Georgia Jeffrey McGee, un newyorchese accusato di aver ucciso un ufficiale della polizia di Villa Rica e il 24 agosto, il Procuratore Distrettuale, Pete Skandalakis, ha detto che avrebbe chiesto la pena di morte nel suo caso. McGee, 33 anni, era stato arrestato il 4 febbraio in una pasticceria di Toronto.
8 Giugno, 2000: Fang Yong, 35, un ex impiegato di banca estradato in Cina dal Canada è stato condannato a morte dalla Ningbo People´s Intermediate Court per appropriazione indebita di fondi pubblici. Fang era stato latitante in Canada fino al novembre del ´99, quando fu scoperto a seguito di una infrazione stradale e quindi estradato in Cina nella convinzione che sarebbe stato condannato ad una pena detentiva. Ma dopo l´estradizione, è stato incriminato per reati più gravi e condannato a morte.
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