ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
17 GENNAIO 200117/01/2001 Bobby Lee Harris Quotidiano.net
"Fermate il boia", l´Italia si mobilita
TESTATA: QUOTIDIANO.NET
ROMA, 17 GENNAIO -Sarà giustiziato sabato Bobby Lee Harris, uno dei sette detenuti nel braccio della morte del Nord Carolina fotografati da Oliviero Toscani nella campagna 2000 di Benetton.I giurati hanno dichiarato pochi giorni fa di aver deciso nel 1994 la condanna a morte solo perché la legge del Nord Carolina non prevede l´ergastolo senza condizionale. "Chi si dichiara contrario alla pena di morte -ha detto Toscani deve battersi soprattutto perché i nuovi ´Caino´ non siano neppure toccati. Bobby Lee Harris è uno di questi, un omicida reo confesso. Lo avevo intervistato durante la realizzazione della campagna "We on Death Row" e quello che più mi aveva impressionato era il suo sguardo atterrito quando gli chiesi se aveva paura".Da oggi lo sguardo Bobby Lee Harris è l´emblema della campagna promossa da Nessuno Tocchi Caino e da Nexta.com per salvarlo. Sul sito www.nessunotocchicaino.it si possono mandare direttamente messaggi al Governatore del Nord Carolina Mike Easley.Sostiene l´invio di messaggi anche Nexta.com, la media company con sede a Roma a cui fanno capo dieci siti dedicati all´informazione e all´intrattenimento, la prima impresa della new economy in Italia ad ospitare sul web per un mese in esclusiva una campagna gratuita a sostegno di Nessuno tocchi Caino contro la pena di morte."Dagli Stati Uniti non giungono però solo notizie di morte - afferma Sergio D´Elia, segretario della lega - La proposta per la moratoria delle esecuzioni sta prendendo piede dopo la decisione dell´Illinois di introdurla un anno fa. I problemi seri sono in paesi come la Cina, l´Arabia saudita o la Palestina dove mancano le regole minime per garantire un processo giusto e corretto per i condannati",Proprio tre giorni fa in Palestina due persone accusate di collaborazionismo con Israele sono stati giustiziati e nello stesso giorno, a Betlemme, una corte militare senza sentire testimoni e decidendo in meno di un´ora ha condannato a morte altri due palestinesi per tradimento: Hussameddin Mousa Aslini, di 19 anni, e Mohammed Khatib, di 29 anni,"In Palestina mancano le regole minime per uno stato di diritto. -sottolinea ancora Sergio D´Elia - Il processo per i due palestinesi è durato appena due ore, senza contare i 50 minuti per decidere il verdetto, 20 minuti per leggerlo e mezz´ora concessa alla difesa d´ufficio per avanzare la richiesta di grazia, Non è previsto appello alla condanna e solo Yasser Arafat può ridurre o commutare la sentenza",Allo scopo di chiedere ad Arafat la grazia per i due palestinesi condannati, si è svolto davanti alla sede della delegazione palestinese a Roma un sit-in di Partito Radicale, Lista Emma Bonino, Comitato dei Radicali e Nessuno tocchi Caino,D´Elia a questo proposito conclude: "Arafat ha sempre avuto una politica bifronte. Da una parte deve soddisfare la sete di vendetta della sua gente, dall´altra deve mostrarsi disposto al dialogo e tollerante con la comunità internazionale. Non mi stupirei se dopo le due esecuzioni di sabato scorso, invocate a furor di popolo, adesso sospendesse queste condanne a morte per placare le proteste mondiali scatenate dalle agghiaccianti immagini che ognuno di noi ha potuto vedere",
