Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA

15 NOVEMBRE 2001

15/11/2001 AFGHANISTAN: I TRIBUNALI MILITARI AMERICANI MEGLIO DELLA GIUSTIZIA DI PIAZZA. MEGLIO ANCORA SE SENZA PENA DI MORTE.

Dichiarazione di Sergio d´Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino

La istituzione in Afghanistan di tribunali militari americani che applichino il codice di guerra ai terroristi catturati può essere un’alternativa sicuramente più "civile" rispetto ai processi sommari, alla giustizia di piazza, ai linciaggi che rischiano di dilagare in Afghanistan in queste ore di liberazione dai fondamentalisti talebani.Un ulteriore passo in avanti sulla via del diritto è ancora possibile, se quei tribunali decidono di aderire ai principi ormai acquisiti dalla giustizia internazionale i cui tribunali - quelli in vigore sui crimini commessi nella ex-Iugoslavia e in Ruanda e quello permanente in via di costituzione per i crimini di guerra e contro l’umanità - escludono per statuto il ricorso alla pena di morte. Sarebbe un ulteriore, formidabile segnale di presa di distanza dal terrorismo e dai suoi crimini, da Bin Laden in particolare, al quale serve tutta una vita, e non la morte, per capire e ripagare la profondità e la gravità del male che ha arrecato. Questo non è argomento solo di noi abolizionisti, fuori dal tempo dell’emergenza e fuori dal mondo del dopo 11 settembre, è stata la posizione degli stessi Stati Uniti che i tribunali senza pena di morte sulla ex-Iugoslavia e sul Ruanda hanno contribuito a istituire.E’ stata anche, in tempi più recenti, la posizione di quei giurati americani che a New York per i seguaci di Bin Laden responsabili degli attentati alle ambasciate USA in Africa, hanno deciso: "life" (ergastolo) e non "death" (morte).