ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
1 MARZO 20011/3/2001 Campagna on line
Condannati a non dimenticare
Presunti colpevoli o presunti innocenti ma anche colpevoli veri e propri, magari semi o totalmente infermi di mente, questo ha poca importanza, il dato è certo. nel mondo si continua a morire per mano dello Stato.Non è solo l’America ad azionare, con impressionante ripetitività, la costosissima macchina della morte nelle sue varie forme; dall’inizio dell’anno in Cina ci sono state almeno una ventina di esecuzioni per reati di natura economica, l’Arabia Saudita a giorni alterni decapita senza distinzione cittadini e stranieri e l’Afghanistan ha deciso di condannare a morte chi dall’Islam si converte ad altra religione.La situazione non è diversa in Palestina, dove le esecuzioni sono pubbliche: nella parte orientale di Gerusalemme una lista con 97 nomi di sospetti collaborazionisti da giustiziare ha fatto inorridire gli stessi arabi residenti nella zona.Subito dopo l’esecuzione a Gaza e a Nablus di due palestinesi accusati di collaborazionismo con Israele, a Betlemme una corte militare (senza ascoltare testimoni) in meno di un’ora ha condannato a morte altri due giovani palestinesi per tradimento. Il processo è durato 120 minuti, 50 per il verdetto, mezz’ora il tempo concesso alla difesa d’ufficio per avanzare la richiesta di grazia, non è previsto appello alla condanna e solo Yasser Arafat può commutare la sentenza.In Libano la pena capitale è stata reintrodotta nel 1994: l’11 gennaio scorso è stata confermata l’esecuzione di un ragazzo di 20 anni affetto da schizofrenia, mentre il presidente Emile Lahoud sta vagliando altri, 15 casi su cui è attesa l’ultima parola e se anche queste trovassero conferma il Libano raggiungerebbe quest’anno il record di esecuzioni della sua storia.Un quadro impressionante senza dubbio. Ma nulla mette in moto l’opinione pubblica come le esecuzioni statunitensi. Joshep O’Dell, Karla Tucker, Joe Cannon, Derek Rocco Barnabei, alcuni nomi di condannati a morte che hanno fatto crescere la coscienza e la campagna abolizionista nel mondo."Nessuno tocchi Caino", 4 sedi (una a Roma, una a Bruxelles presso il Parlamento europeo, una a New York e una a Mosca), porta avanti da anni una decisa battaglia contro le esecuzioni capitali. Ora anche con l’aiuto di Oliviero Toscani, che per testimoniare la barbarie della pena di morte ha ritratto, per una campagna pubblicitaria, 7 condannati nel braccio della morte del Nord Carolina, suscitando peraltro le consuete critiche feroci per la .crudeltà delle immagini.L’opinione pubblica, quella tradizionalmente "forcaiola" statunitense, sembra destarsi, anche grazie all’attività dell’ Associazione. SergioD’Elia, segretario, ha dichiarato: "Dagli Stati Uniti non arrivano solo notizie di morte, 1’Illinois ha introdotto l’anno scorso una moratoria delle esecuzioni, motivata dai numerosi errori giudiziari e altri 13 Stati hanno deciso di ridiscutere i loro statuti capitali".Nella Bibbia non c’è scritto solo "Occhio per occhio, dente per dente" ma anche "II Signore pose su Caino un segno perchè non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato". Obbiettivo dell’Associazione, nata nel 1993, è ottenere attraverso mozioni parlamentari una moratoria universale delle esecuzioni stabilita dalle Nazioni Unite e questo potrà consentire agli Stati di guadagnare il tempo necessario perchè si affermi nell’opinione pubblica e nelle leggi un nuovo diritto della persona: non essere uccisi a seguito di una sentenza o di una misura giudiziaria. La campagna di "Nessuno tocchi Caino" è partita dall’ltalia e oggi è fatta propria dall’intera Unione Europea.Nel ’94 la risoluzione presentata in Assemblea Generale dal Governo italiano è stata battuta per solo otto voti. Nel 1997, nel ’98, nel ’99 e nel 2000 invece, nella sede della Commissione per i Diritti Umani dell’ONU a Ginevra la moratoria .è stata approvata e la pena di.morte iscritta tra le questioni che riguardano i diritti umani.Una grande vittoria da consolidare, perchè la sospensione delle esecuzioni sia votata anche dall’assemblea generale dell’ONU a New York; nel novembre del ’99 l’iniziativa pro-moratoria, attraverso la presidenza finlandese dell’Unione, è arrivata in assemblea generale, ma all’ultimo momento l’Unione Europea ha rinunciato di portarla al voto.Il programma di iniziative per questo 2001 di "Nessuno tocchi Caino" è volto a ripresentare la risoluzione per la moratoria all’ Assemblea Generale e si propone di mobilitare l’opinione pubblica e i parlamentari del Paesi membri in vista di questa scadenza .Questo avverrà principalmente attraverso missioni nelle capitali europee per incontrare parlamentari e ministri degli esteri, perchè a differenza del novembre scorso, i Parlamenti dei Paesi dell’Unione siano informati e possano esercitare un controllo sull’operato dei loro governi in sede ONU.Una campagna di comunicazione e di informazione cercherà di sensibilizzare l’opinione pubblica europea e internazionale con pagine pubblicitarie, editoriali e reportage sulla pena capitale da pubblicare sui principali giornali europei. "Nessuno tocchi Caino" sarà promotrice di una serie di missioni da compiere in Africa e in Asia, in Paesi mantenitori della pena di morte caratterizzati da un vivo dibattito sull’abolizione ad opera soprattutto di gruppi religiosi e organizzazioni di diritti umani.In Italia anche il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è espresso a favore dell’abolizione della pena capitale.L’Associazione è naturalmente in rete all’indirizzo www.nessunotocchicaino.it; internet si rivela ancora una volta strumento essenziale. Collegandosi poi al sito www.nexta.com ed esprimendo il proprio pensiero, si può dare un contributo concreto affinchè la mano del boia sia fermata, ovunque nel mondo.
