Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

12 GIUGNO 2001

12/06/2001: Stavolta l’appello alla clemenza non ha toccato l’animo della gente; LA VOCE DI MANTOVA

ROMA -L’appello di "Nessuno tocchi Caino", l’associazione per l’abolizione della pena di morte nel mondo, è stato ignorato. Timothy McVeigh, 33 anni, è stato ucciso ieri alle 14 a Terre Haute, nell’Indiana, con un’iniezione letale messagli in vena dai 50 Stati che compongono l’America. Dopo 38 anni, infatti, e’ stata una legge federale (per 60 reati gravi la decisione e’ centralizzata) a chiudere la vita dell’uomo che aveva massacrato a Oklahoma City, il 19 aprile de11995, 168 persane e ne aveva ferite 852 (facendo esplodere un palazzo). Ieri, in fila con i cartelli in bianco e nero appesi al collo davanti all’ambasciata statunitense di via Veneto a Roma, c’erano solo gli attivisti di "Nessuno tocchi Caino". Le altre associazioni hanno preferito disertare, forse perché era difficile manifestare in favore di qualcuno che aveva ucciso così tanta gente innocente e non aveva nemmeno dato segni di pentimento. L’appello, indirizzato direttamente al presidente George W. Bush, per preservare la moratoria di fatto delle esecuzioni capitali a livello federale, era stato firmato da nomi prestigiosi e autorevoli: il regista Bernardo Bertolucci, la parlamentare europea Emma Bonino, il direttore dell’Unità Furio Colombo, il premio Nobel irlandese Betty Williams, la scienziata Rita Levi Montalcini e tanti altri oltre al segretario dell’associazione italiana, Sergio D’Elia ("Hanno ucciso Caino e nessuno ha mosso un dito", ha detto ieri dopo l’esecuzione). Gli interrogativi che restano dopo questa nuova condanna a morte sono: c’e’ ancora in giro la voglia di intercedere per qualcuno, qualunque delitto abbia commesso, e cosa potrà succedere ora che l’America ha rotto un periodo così lungo senza esecuzioni con il consenso nazionale? Ecco l’opinione dello stesso, D’Elia e di Elisabetta Zamparutti, un’altra attivista di "Nessuno tocchi Caino". Anche in vista della prossima condanna a morte federale americana prevista per il 19 giugno prossimo, quella di Juan Garza condannato per reati commessi nel mondo della droga.