ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA
12 GENNAIO 200112/01/2001: NON SOLO ESECUZIONI NEGLI STATI UNITI ED ESECUZIONI NON SOLO NEGLI STATI UNITI (del 12 gennaio 2001)
AUTORE: NESSUNO TOCCHI CAINO: 06/68803848 - 0335/6153305
Roma, 12 gennaio 2001.
Con l´esecuzione di Wanda Jean Allen, e con le altre sei esecuzioni previste entro la fine del mese, l´Oklahoma sta diventando uno dei principali "giustizieri" d´America, secondo solo al Texas. Ma negli Usa non ci sono solo esecuzioni.
Aumenta l´impegno abolizionista dei politici americani. Il leader nero Jessie Jackson, arrestato all´esterno del carcere in Oklahoma in cui era detenuta Wanda Allen, l´anno scorso ha presentato alla Camera dei Rappresentanti una proposta di legge federale per la moratoria delle esecuzioni. Una proposta analoga è stata avanzata al Senato dal senatore Russ Feingold.
Nel 2000 l´Illinois ha stabilito una moratoria delle esecuzioni capitali, motivata dai numerosi errori giudiziari. Altri 13 stati hanno sentito l´esigenza di ridiscutere i loro statuti capitali: Alabama, Georgia, Kentucky, Maryland, Missouri, Nebraska, New Hampshire, New Jersey, North Carolina, Oklahoma, Pennsylvania, Texas e Washington. Inoltre, 31 consigli comunali - tra cui quelli delle città di Atlanta, Baltimora, Filadelfia e San Francisco - hanno approvato risoluzioni che chiedono agli stati di adottare una moratoria delle esecuzioni.Ma in altri paesi la situazione è ben più grave. Dall´inizio dell´anno in Cina vi sono state almeno 17 esecuzioni per lo più per reati di natura economica; l´Arabia Saudita a giorni alterni giustizia decapitando propri cittadini ma anche stranieri (5 le esecuzioni dall´inizio dell´anno) e l´Afghanistan ha deciso di condannare a morte chi dall´Islam si converte ad altra religione.La moratoria universale delle esecuzioni stabilita dall´Onu, è la via maestra per tentare di salvare tutti i condannati a morte, anche quelli sconosciuti, senza volto e senza parola che muoiono ammazzati, nel silenzio e la disattenzione generali, in paesi totalitari e integralisti. L´Unione Europea sia all´altezza dei suoi proclami e con determinazione intraprenda la strada per la presentazione nell´Assemblea Generale del 2001 di una risoluzione a favore della moratoria.
Con l´esecuzione di Wanda Jean Allen, e con le altre sei esecuzioni previste entro la fine del mese, l´Oklahoma sta diventando uno dei principali "giustizieri" d´America, secondo solo al Texas. Ma negli Usa non ci sono solo esecuzioni.
Aumenta l´impegno abolizionista dei politici americani. Il leader nero Jessie Jackson, arrestato all´esterno del carcere in Oklahoma in cui era detenuta Wanda Allen, l´anno scorso ha presentato alla Camera dei Rappresentanti una proposta di legge federale per la moratoria delle esecuzioni. Una proposta analoga è stata avanzata al Senato dal senatore Russ Feingold.
Nel 2000 l´Illinois ha stabilito una moratoria delle esecuzioni capitali, motivata dai numerosi errori giudiziari. Altri 13 stati hanno sentito l´esigenza di ridiscutere i loro statuti capitali: Alabama, Georgia, Kentucky, Maryland, Missouri, Nebraska, New Hampshire, New Jersey, North Carolina, Oklahoma, Pennsylvania, Texas e Washington. Inoltre, 31 consigli comunali - tra cui quelli delle città di Atlanta, Baltimora, Filadelfia e San Francisco - hanno approvato risoluzioni che chiedono agli stati di adottare una moratoria delle esecuzioni.Ma in altri paesi la situazione è ben più grave. Dall´inizio dell´anno in Cina vi sono state almeno 17 esecuzioni per lo più per reati di natura economica; l´Arabia Saudita a giorni alterni giustizia decapitando propri cittadini ma anche stranieri (5 le esecuzioni dall´inizio dell´anno) e l´Afghanistan ha deciso di condannare a morte chi dall´Islam si converte ad altra religione.La moratoria universale delle esecuzioni stabilita dall´Onu, è la via maestra per tentare di salvare tutti i condannati a morte, anche quelli sconosciuti, senza volto e senza parola che muoiono ammazzati, nel silenzio e la disattenzione generali, in paesi totalitari e integralisti. L´Unione Europea sia all´altezza dei suoi proclami e con determinazione intraprenda la strada per la presentazione nell´Assemblea Generale del 2001 di una risoluzione a favore della moratoria.
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