Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

1 FEBBRAIO 2001

1/2/2001 Bosch: E' una bianca la prima donna condannata a morte in Botswana; (QUOTIDIANO.net)

ROMA, 1 FEBBRAIO 2001 .Marietta Bosch è la prima donna che rischia l’impiccagione in Botswana, da quando il paese è divenuto indipendente dalla Gran Bretagna nel 1966. Condannata per omicidio, la Bosch può essere graziata soltanto dal presidente. Il 30 gennaio scorso, una Corte d’Appello, formata dai giudici del Commonwealth, sir John Blufeld, inglese, Lord Weir scozzese, Timothy Agudar nigeriano, Patrick Tebbutt sudafricano ed un altro dello Zimbabwe, ha confermato la sentenza capitale nei confronti di Marietta Bosch, di 50 anni condannata in primo grado nel febbraio 2000 per aver ucciso Maria Wolmaranas, la sua migliore amica, in modo da poter sposare il marito della vittima.L’associazione Nessuno tocchi Caino informa che solo il presidente Festus Mogae può ora concedere la grazia, ma precisa che finora questa eventualità non si è mai verificata. Inoltre nel paese africano vi è un ampio consenso sulla pena di morte. "È singolare che giudici europei applichino al di fuori dei nostri confini la pena di morte. - dichiara Sergio D’Elia, segretario generale di ’Nessuno tocchi Caino’ nei confronti della signora Bosch.Promuoveremo iniziative parlamentari e di mobilitazione dell’opinione pubblica affinché il presidente Festus Mogae conceda la grazia e sospenda le esecuzioni capitali in Botswana".Al momento non è dato sapere se i due giudici europei abbiano votato a favore o contro la condanna a morte della Bosch. Il professore Antonio Calamia, professore di diritto internazionale all’università di Pisa, commenta la notizia sconcertato: "Se i giudici hanno votato a favore della condanna, sarebbe moralmente grave, visto che provengono da paesi dove il divieto della pena di morte è sancito a livello nazionale da secoli. Mentre tutti i governi europei si impegnano a combattere la pena capitale, è anomalo che due giudici di questi paesi contribuiscano con la loro attività a provocare la condanna a morte di una imputata. Nulla da eccepire da un punto di vista giuridico, in quanto la sentenza rispetta le leggi del paese in cui i due giudici britannici sono chiamati a esprimersi, ma sicuramente dovrebbe sorgere in loro almeno un problema di coscienza, un dubbio etico".Duma Bokoa, membro del Comitato diritti umani e della Law Society del Botswana, è pessimista sulla possibilità di salvare Marietta Bosch. Dice che non vi è mai stato un caso in cui il Presidente ha concesso la grazia, "La pena di morte ha un vasto sostegno nel paese e penso che il Presidente Mogae ne terrà conto" ha detto Bokoa."È una donna cattiva e spregevole. L’omicidio è stato programmato a lungo, non vi è nessun dubbio che sia stato frutto di gelosia e infatuazione" ha tuonato il giudice Timothy Aguda, Marietta Bosch, difesa dall’avvocato inglese Desmond de Silva, dopo la decisone della corte è stata portata nel braccio della morte della prigione di Gaborone.