USA - Uno studio propone 39 cambiamenti al sistema della pena di morte negli Usa
USA - Uno studio propone 39 cambiamenti al sistema della pena di morte negli Usa
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Uno studio condotto dal Constitution Project propone 39 cambiamenti al sistema della pena di morte negli Usa. Il Constitution Project è un think tank con base a Washington, ed ha creato un gruppo di studio composto da 22 esperti di pena di morte di varia estrazione e con varie posizioni, alcuni favorevoli altri contrari alla pena di morte. Tutti indistintamente però sono concordi nel dire che così come è oggi il sistema della pena di morte è “ingiusto, sproporzionato, e molto probabilmente incostituzionale”, e se la pena di morte deve permanere nel sistema giudiziario statunitense ha bisogno di molti e radicali cambiamenti. Il Constitution Project’s Death Penalty Committee, diretto da Gerald Kogan, ex giudice capo della Corte Suprema della Florida Supreme Court, da Mark White, ex governatore ed ex vice procuratore capo del Texas, e da Beth A. Wilkinson, ex vice procuratore capo degli Stati Uniti, ha presentato oggi alla stampa i 39 punti contenuti nelle 165 pagine della relazione finale intitolata "Irreversible Error", Errore Irreversibile. Alla luce delle recenti polemiche sulla difettosa esecuzione di Lockett in Oklahoma, il punto messo più in evidenza è la raccomandazione per tutti gli stati e per le condanne a morte federali di adottare il protocollo di esecuzione con un solo farmaco invece di complessi cocktail che possono causare malfunzionamenti, e di rimuovere tutte le barriere di segretezza che negli ultimi tempi gli stati stanno erigendo attorno all’approvvigionamento dei farmaci e più in generale attorno alle procedure di esecuzione, che devono invece godere della massima trasparenza possibile. Attualmente su 32 stati che hanno in vigore la pena di morte, solo 8 hanno adottato il protocollo ad 1 farmaco, mentre altri 6 stati (California, Arkansas, Kentucky, Louisiana, North Carolina e Tennessee) hanno annunciato l’intenzione di adottarlo. Un’altra riforma segnalata è l’eliminazione, in alcuni stati, della possibilità di emettere condanne a morte per reati diversi dall’omicidio di 1° grado, ossia volontario e con almeno una aggravante. Attualmente alcuni stati consentono la condanna a morte anche di persone che non hanno materialmente commesso un omicidio, ma sono solo complici, o comunque di persone accusate di omicidi accidentali o non intenzionali, mentre grazie alla possibilità di raggiungere un accordo con la pubblica accusa, persone accusate di omicidio premeditato possono riuscire ad evitare la condanna a morte. Un altro punto raccomanda il miglioramento delle procedure di clemenza, e l’eliminazione di ostacoli formali di fronte alla richiesta dei condannati a morte di far riesaminare il proprio caso alla luce di nuove prove. Viene inoltre raccomandata una maggiore uniformità delle norme sul riconoscimento del ritardo e della malattia mentale, che come è noto, dopo una sentenza della Corte Suprema del 2002 impedisce la condanna a morte.
— FONTI
- (Fonti: CNN, The Guardian, 07/05/2014)
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