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USA - Un editorialista conservatore rivaluta la deterrenza della pena di morte.

USA - Un editorialista conservatore rivaluta la deterrenza della pena di morte.

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Un editorialista conservatore rivaluta la deterrenza della pena di morte. David B. Muhlhausen, ricercatore della Heritage Foundation, un think-tank conservatore di Washington, cita uno studio del 2008 secondo il quale ogni esecuzione ha un effetto deterrente su “almeno 14 omicidi”. Muhlhausen cita lo studio di Bijou Yang (economista della Drexel University) e di David Lester (psicologo dello Stockton College del New Jersey), i quali a loro volta si rifacevano a uno studio di Paul Zimmerman (un economista della Federal Communications Commission) il quale, esaminando il flusso del crimine nel corso degli anni ed incrociando i dati con le esecuzioni nei vari stati, aveva calcolato che ogni esecuzione avrebbe portato ad una diminuzione di almeno 14 casi di omicidio nella stessa zona e nello stesso periodo. Dando per certo questo dato, e considerando che nel settore della prevenzione degli infortuni sul lavoro si considera accettabile una spesa che va dai 4 ai 10 milioni di dollari per prevenire una morte sul lavoro, Muhlhausen stima che ogni esecuzione porta ad un risparmio di oltre 56 milioni di dollari. Non avrebbe senso quindi, secondo Muhlhausen, lamentare che una condanna a morte costa in media 3 milioni di dollari contro i 2 milioni di dollari di un ergastolo senza condizionale scontato fino all’ultimo giorno, se il risparmio globale alla fine è di 56 milioni.
FONTI
  • (Fonti: GazetteXtra, 16/10/2014)