USA - North Carolina. Il Senato ha approvato il Racial Justice Act, al quale però è stato aggiunto un emendamento mirato a consentire la ripresa delle esecuzioni
USA - North Carolina. Il Senato ha approvato il Racial Justice Act, al quale però è stato aggiunto un emendamento mirato a consentire la ripresa delle esecuzioni
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Il Senato ha approvato il Racial Justice Act, al quale però è stato aggiunto un emendamento mirato a consentire la ripresa delle esecuzioni, che a seguiti di alcuni ricorsi in North Carolina sono bloccate dal 2006. Il Racial Justice Act era stato approvato due giorni fa (vedi) dalle Commissioni Giustizia sia della Camera che del Senato. Al Senato i Repubblicani hanno inserito un emendamento che semplifica la procedura con cui può essere modificato il protocollo dell’iniezione letale. In North Carolina le esecuzioni sono bloccate per l’effetto congiunto di tre diversi ricorsi: uno basato sul fatto che secondo una legge del 1909, caduta in disuso ma apparentemente mai abrogata, i cambiamenti nelle procedure di esecuzione devono essere verificati e approvati dal Consiglio di Stato. Un secondo ricorso è quello legato all’Associazione dei Medici, che vieta ai propri aderenti di partecipare alle esecuzioni, come invece è previsto dalla legge attuale, e un terzo ricorso, più convenzionale, basato sulla “dolorosità” dell’iniezione letale. Fu proprio per approfondire il ricorso di cinque condannati a morte che chiedevano che dei propri esperti potessero partecipare ai lavori del Consiglio di Stato, che il giudice Donald Stephens della Wake Superior Court il 25 gennaio 2007 bloccò ufficialmente tutte le esecuzioni dello stato, che erano già ferme dall’agosto 2006 per effetto degli altri ricorsi. Il 1° Maggio la Corte Suprema di stato ha deciso che l’Associazione dei Medici non ha il potere di prendere provvedimenti disciplinari contro i medici che partecipano alle esecuzioni. L’Associazione dei Medici ha detto di accettare la decisione della Corte Suprema, e di non essere intenzionata a proporre ulteriori appelli, anche se intende mantenere la raccomandazione “morale” affinché i suoi assistiti non partecipino alle esecuzioni. Per superare l’impasse dei medici, il dipartimento penitenziario aveva proposto nei mesi scorsi di sostituire il medico con un infermiere. Ma questo cambiamento, secondo la vecchia legge del 1909, avrebbe dovuto essere approvato sia dal Governatore sia dal Consiglio di Stato. Ma 5 condannati a morte avevano avanzato la richiesta di poter partecipare con i loro esperti alle sessioni di lavoro del Consiglio di Stato, proposta respinta dal Consiglio di Stato, e contro il respingimento avevano fatto ulteriore ricorso i cinque condannati. Per risolvere quest’altro impasse l’emendamento approvato oggi (con un voto 37-11) semplifica definitivamente le procedure per le modifiche al protocollo dell’iniezione letale, affidandole al Dipartimento Penitenziario. Se questa nuova legge venisse approvata anche dalla Camera, sarebbe risolto il secondo dei tre ostacoli alla ripresa delle esecuzioni.
— FONTI
- (fonti: Charlotte Observer, WRAL news, 14/05/2009)
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