USA: NEL 2008 MENO PENA DI MORTE
il numero delle nuove condanne a morte emesse negli Stati Uniti nel 2008 (sono state 111) rappresenta la cifra più bassa degli ultimi trent'anni. Per quanto riguarda il numero di prigionieri giustiziati quest’anno, si tratta del più basso dal 1994:
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il numero delle nuove condanne a morte emesse negli Stati Uniti nel 2008 (sono state 111) rappresenta la cifra più bassa degli ultimi trent'anni. Per quanto riguarda il numero di prigionieri giustiziati quest’anno, si tratta del più basso dal 1994: sono stati finora 37 e nessuna esecuzione è in programma da qui alla fine del 2008.
Lo rileva il rapporto annuale del Death Penalty Information Center, una delle piu' note organizzazioni Usa per l'abolizione della pena capitale.
Nel 2008 il trend delle esecuzioni Eè stato influenzato dalla moratoria di fatto creata negli Usa - dal settembre 2007 all'aprile 2008 - dalla decisione della Corte Suprema di pronunciarsi sul metodo dell’iniezione letale.
Ma la fine della moratoria in aprile non ha scatenato una corsa alle esecuzioni, come temuto da alcuni esperti. I dati raccolti dal Centro evidenziano come le condanne capitali emesse nel 2008 siano 111, contro le 115 dell’anno precedente. La mappa delle condanne evidenzia inoltre una concentrazione geografica della pena di morte, con il 95 per cento delle condanne del 2008 emesse da corti del sud (nel 1999 era stato il 75 per cento).
Rispetto al 1999 gli stati del Midwest hanno ridotto di oltre la meta' il numero delle condanne mentre il nordest degli Stati Uniti non ne ha avuta neanche una.
Il carattere regionale del fenomeno Eè testimoniato anche dal numero di iniezioni letali praticate: 33 delle 37 esecuzioni negli Usa sono avvenute negli Stati del Sud ed in Texas. Quest’ultimo stato con 18 esecuzioni si conferma lo stato piu' attivo in questo tipo di pena, anche se si Eè registrata una diminuzione nelle condanne, soltanto 10 quest'anno, per via di una legge del 2005 che permette alle giurie di optare per l’ergastolo senza condizionale al posto della condanna a morte.
Per quanto riguarda l'opinione pubblica, il Death Penalty Information Center parla di un consenso in calo. Nel 1994, l'80 % degli americani si dichiarava favorevole alla pena di morte mentre oggi il consenso Eè sceso al 64 %.
Non solo: il consenso si assottiglia ulteriormente nell'ipotesi di carcere a vita senza possibilità di liberazione anticipata. I sondaggi condotti dal Centro di ricerca mostrano come i recenti casi in cui il detenuto nel braccio della morte Eè stato scagionato in extremis grazie a nuove prove (ad esempio il test del dna) abbiano acuito i dubbi della opinione pubblica sull'uso della pena di morte.
Lo rileva il rapporto annuale del Death Penalty Information Center, una delle piu' note organizzazioni Usa per l'abolizione della pena capitale.
Nel 2008 il trend delle esecuzioni Eè stato influenzato dalla moratoria di fatto creata negli Usa - dal settembre 2007 all'aprile 2008 - dalla decisione della Corte Suprema di pronunciarsi sul metodo dell’iniezione letale.
Ma la fine della moratoria in aprile non ha scatenato una corsa alle esecuzioni, come temuto da alcuni esperti. I dati raccolti dal Centro evidenziano come le condanne capitali emesse nel 2008 siano 111, contro le 115 dell’anno precedente. La mappa delle condanne evidenzia inoltre una concentrazione geografica della pena di morte, con il 95 per cento delle condanne del 2008 emesse da corti del sud (nel 1999 era stato il 75 per cento).
Rispetto al 1999 gli stati del Midwest hanno ridotto di oltre la meta' il numero delle condanne mentre il nordest degli Stati Uniti non ne ha avuta neanche una.
Il carattere regionale del fenomeno Eè testimoniato anche dal numero di iniezioni letali praticate: 33 delle 37 esecuzioni negli Usa sono avvenute negli Stati del Sud ed in Texas. Quest’ultimo stato con 18 esecuzioni si conferma lo stato piu' attivo in questo tipo di pena, anche se si Eè registrata una diminuzione nelle condanne, soltanto 10 quest'anno, per via di una legge del 2005 che permette alle giurie di optare per l’ergastolo senza condizionale al posto della condanna a morte.
Per quanto riguarda l'opinione pubblica, il Death Penalty Information Center parla di un consenso in calo. Nel 1994, l'80 % degli americani si dichiarava favorevole alla pena di morte mentre oggi il consenso Eè sceso al 64 %.
Non solo: il consenso si assottiglia ulteriormente nell'ipotesi di carcere a vita senza possibilità di liberazione anticipata. I sondaggi condotti dal Centro di ricerca mostrano come i recenti casi in cui il detenuto nel braccio della morte Eè stato scagionato in extremis grazie a nuove prove (ad esempio il test del dna) abbiano acuito i dubbi della opinione pubblica sull'uso della pena di morte.
— FONTI
- (Fonti: Ap, 10/12/2008; Ansa, 11/12/2008)
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