USA - Florida. Il Death Penalty Information Center ha aggiunto Carl Dausch alla sua lista degli “esonerati” dal braccio della morte.
USA - Florida. Il Death Penalty Information Center ha aggiunto Carl Dausch alla sua lista degli “esonerati” dal braccio della morte.
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Il Death Penalty Information Center ha aggiunto Carl Dausch alla sua lista degli “esonerati” dal braccio della morte. Il 12 giugno di quest’anno la Corte Suprema della Florida aveva annullato 6-1 il verdetto di colpevolezza di Dausch, 55 anni, bianco, ritenendo che le prove a suo carico non fossero sufficienti per un verdetto “oltre il ragionevole dubbio”. Dausch era stato condannato a morte il 26 aprile 2012 (vedi) con l’accusa di aver violentato e ucciso il 14 luglio 1987, un motociclista al quale voleva rubare una Harley Davidson, Adrian Renard Mobley, 27 anni, nero. Il caso è rimasto a lungo irrisolto, fino al 2004, quando attraverso i test del Dna fu individuato Dausch, che nel frattempo stava scontando 60 anni in Indiana per un’accusa di stupro su una donna. La Corte Suprema aveva rilevato che il tipo di test del Dna utilizzato per processare Dausch era utile per restringere il campo delle indagini, ma non era del tipo sufficientemente preciso da poter essere messo a fondamento di una condanna. Il tipo di esame che era stato possibile condurre a distanza di tanti anni dal fatto aveva infatti stabilito solo che l’aggressore doveva essere bianco, e con un gruppo sanguigno che tra i bianchi appartiene ad un individuo su 29. Le impronte digitali rilevate sull’auto della vittima sono inoltre state trovate attorno a un sedile posteriore e non attorno al posto di guida, il che, secondo la Corte Suprema, avrebbe potuto avvalorare la tesi difensiva, ossia che Dausch aveva fatto l’autostop, e a farlo salire in auto era stato probabilmente il vero assassino. All’epoca della sentenza della Corte Suprema sembrò che in base a quella motivazione, che circoscriveva nettamente la rilevanza sia del test del Dna che delle impronte digitali, era improbabile che la pubblica accusa potesse riuscire a riportare Dausch di nuovo in aula. Non è chiaro se ad oggi la pubblica accusa abbia rinunciato definitivamente a ripetere il processo contro Dausch, ma intanto il DPIC lo ha inserito nella sua lista degli “esonerati”, che ad oggi conta 147 persone rilasciate dopo essere state in precedenza condannate per omicidio di 1° grado. Nei confronti di Dausch rimane in piedi la condanna a 60 anni in Indiana, condanna per la quale non potrà chiedere la libertà condizionale prima del 2017.
— FONTI
- (Fonti: DPIC, 31/10/2014)
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