Un funzionario statale ha riferito che la donna incinta...
Un funzionario statale ha riferito che la donna incinta condannata a morte tramite lapidazione da una corte islamica nigeriana è fuggita dalla sua abitazione
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Un funzionario statale ha riferito che la donna incinta condannata a morte tramite lapidazione da una corte islamica nigeriana � fuggita dalla sua abitazione.
Safiya Tungar-Tudu, 33 anni, � stata condannata a morte per adulterio da una corte islamica della citt� nordoccidentale di Gwadabawa, nello stato di Sokoto, il 9 ottobre.
Il commissario per l'informazione, Attahiru Mai-Akwai Gwadabawa, ha detto che la donna � scomparsa di casa la prima settimana di novembre. "Ho sentito della fuga, sono stato informato", ha detto Mai-Akwai Gwadabawa confermando la notizia del giornale Daily Trust.
Il governo di Sokoto, che nel 2000 � stato uno dei dodici stati della Nigeria del nord a introdurre la Legge Islamica (Sharia) si avvarr� di pareri legali per decidere cosa fare in seguito alla fuga della donna, ha detto il funzionario.
"La nostra determinazione nell'eseguire la condanna a morte non si basa su nostri personali capricci ma sul desiderio di applicare la Sharia, " ha dichiarato.
"Ora aspetteremo i pareri dei giuristi islamici riguardo le prescrizioni della Sharia in questi casi e poi ci atterremo a quanto prescritto", ha aggiunto.
La legge islamica punisce l'adulterio con la lapidazione.
I gruppi nigeriani per i diritti umani hanno condannato la sentenza della donna definendola una "guerra alla costituzione" nonch� una violazione dei diritti umani della donna.
Safiya Tungar-Tudu, 33 anni, � stata condannata a morte per adulterio da una corte islamica della citt� nordoccidentale di Gwadabawa, nello stato di Sokoto, il 9 ottobre.
Il commissario per l'informazione, Attahiru Mai-Akwai Gwadabawa, ha detto che la donna � scomparsa di casa la prima settimana di novembre. "Ho sentito della fuga, sono stato informato", ha detto Mai-Akwai Gwadabawa confermando la notizia del giornale Daily Trust.
Il governo di Sokoto, che nel 2000 � stato uno dei dodici stati della Nigeria del nord a introdurre la Legge Islamica (Sharia) si avvarr� di pareri legali per decidere cosa fare in seguito alla fuga della donna, ha detto il funzionario.
"La nostra determinazione nell'eseguire la condanna a morte non si basa su nostri personali capricci ma sul desiderio di applicare la Sharia, " ha dichiarato.
"Ora aspetteremo i pareri dei giuristi islamici riguardo le prescrizioni della Sharia in questi casi e poi ci atterremo a quanto prescritto", ha aggiunto.
La legge islamica punisce l'adulterio con la lapidazione.
I gruppi nigeriani per i diritti umani hanno condannato la sentenza della donna definendola una "guerra alla costituzione" nonch� una violazione dei diritti umani della donna.
— FONTI
- (Fonti: South African Press Agency, 05/11/2001)
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