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ARABIA SAUDITA

Un cittadino britannico rischia la decapitazione in...

Un cittadino britannico rischia la decapitazione in Arabia Saudita dopo aver ammesso di aver messo un'autobomba che ha ucciso un loro collega espatriato

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Un cittadino britannico rischia la decapitazione in Arabia Saudita dopo aver ammesso di aver messo un'autobomba che ha ucciso un loro collega espatriato.
La sentenza � stata emessa nei confronti di Sandy Mitchell, 44 anni, al termine di un processo sommario tenutosi senza avvocati.
Mitchell, originario di Kirkintilloch, Dumbartonshire, e Bill Sampson, nato in Canada, hanno confessato di aver messo la bomba che ha ucciso l'ingegnere britannico Christopher Rodway nel novembre 2000.
A quanto risulta, anche Sampson sarebbe stato condannato a morte.
Altri quattro hanno ricevuto condanne fino a 18 anni di carcere per aver preso parte all'attacco dinamitardo contro il collega britannico.
I quattro sono: James Cottle, 51 anni, di Urmston, Manchester, James Lee, 40 anni, di Cardiff, Les Walker, di Wirral, e Peter Brandon, che si ritiene sia del Galles.
Tuttavia, non sono ancora a conoscenza delle sentenze e gli avvocati dicono che hanno rilasciato le loro confessioni sotto minaccia di tortura. Tutti gli uomini hanno ammesso di aver compiuto delle azioni illegali ma negano di aver messo le bombe.
C'� un'opinione diffusa che i terroristi islamici siano da condannare. L'avvocato saudita degli uomini ha detto che essi sono comparsi davanti a un giudice e che gli � stato chiesto di confermare le loro confessioni, ma che non sapevano di essere sotto processo.
Sheikh al-Hejailan ha detto: "Essi stanno facendo in modo che pi� di un uomo sia messo a morte e gli altri siano condannati a forti pene detentive". L'unica prova � la loro confessione e il loro avvocato ancora spera in un processo adeguato.
Egli ha aggiunto: "I casi penali qui non hanno termine finch� non raggiungono l'ufficio del re. Qualunque cosa prima di ci� pu� solo essere vista come raccomandazione.
"Spero ancora di poter presentare il loro caso davanti a una vera udienza di tribunale".
FONTI
  • (Fonti: Daily Mail, 27/04/2002)