RUANDA: CONCLUSA CONFERENZA AFRICANA CONTRO PENA DI MORTE
si sono conclusi oggi nel pomeriggio a Kigali (Ruanda) i lavori della conferenza intergovernativa Africana organizzata dal governo ruandese e da Nessuno tocchi Caino, con il sostegno dell’Unione europea, dell’Unione Africana e della World Coalition
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si sono conclusi oggi nel pomeriggio a Kigali (Ruanda) i lavori della conferenza intergovernativa Africana organizzata dal governo ruandese e da Nessuno tocchi Caino, con il sostegno dell’Unione europea, dell’Unione Africana e della World Coalition against death Penalty.
La conferenza ha adottato una risoluzione, approvata all’unanimita’, rivolta agli Stati africani affinche’ sottoscrivano e sostengano i Trattati e le Risoluzioni internazionali sulla pena di morte e la moratoria delle esecuzioni, con l’impegno da parte dei governi a tradurne i contenuti nelle legislazioni dei propri paesi.
Particolarmente importante e significativa l’indicazione di ispirarsi ai principi di una “giustizia riabilitativa”.
Nelle conclusioni, Elisabetta Zamparutti, deputata al Parlamento italiano e tesoriera di Nessuno tocchi Caino, ha evidenziato come l’abolizione della pena di morte sia “un atto di coraggio politico”, di cui il Ruanda e’ stato un chiaro e nobile esempio, riuscendo ad avere cura delle ragioni delle vittime, attraverso processi di riconciliazione basati su tradizioni africane in grado di dare oggi un contributo importante per l’affermazione dei diritti umani universali e fondamentali.
Le notizie positive emerse nei due giorni di dibattito, in particolare da parte di paesi mantenitori come la Tanzania, il Ciad, il Kenya, lo Zimbawe, la Repubblica Centroafricana, e il lavoro prodotto dalla Commissione Africana per i diritti umani e dei popoli, imprimono una forte accelerazione in quello che ormai si può considerare l’Ultimo Miglio che separa l’umanita’ dall’abolizione totale della pena di morte nel mondo.
La conferenza ha adottato una risoluzione, approvata all’unanimita’, rivolta agli Stati africani affinche’ sottoscrivano e sostengano i Trattati e le Risoluzioni internazionali sulla pena di morte e la moratoria delle esecuzioni, con l’impegno da parte dei governi a tradurne i contenuti nelle legislazioni dei propri paesi.
Particolarmente importante e significativa l’indicazione di ispirarsi ai principi di una “giustizia riabilitativa”.
Nelle conclusioni, Elisabetta Zamparutti, deputata al Parlamento italiano e tesoriera di Nessuno tocchi Caino, ha evidenziato come l’abolizione della pena di morte sia “un atto di coraggio politico”, di cui il Ruanda e’ stato un chiaro e nobile esempio, riuscendo ad avere cura delle ragioni delle vittime, attraverso processi di riconciliazione basati su tradizioni africane in grado di dare oggi un contributo importante per l’affermazione dei diritti umani universali e fondamentali.
Le notizie positive emerse nei due giorni di dibattito, in particolare da parte di paesi mantenitori come la Tanzania, il Ciad, il Kenya, lo Zimbawe, la Repubblica Centroafricana, e il lavoro prodotto dalla Commissione Africana per i diritti umani e dei popoli, imprimono una forte accelerazione in quello che ormai si può considerare l’Ultimo Miglio che separa l’umanita’ dall’abolizione totale della pena di morte nel mondo.
— FONTI
- (Fonti: NtC, 14/10/2011)
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