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GUINEA BISSAU

Nel febbraio del 1993 l'Assemblea Nazionale ha approvato...

Nel febbraio del 1993 l'Assemblea Nazionale ha approvato...

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Nel febbraio del 1993 l’Assemblea Nazionale ha approvato un emendamento alla Costituzione del 1984 che garantisce i diritti umani fondamentali e l’abolizione della pena di morte.
Durante il periodo coloniale, sotto il Portogallo, la pena di morte non esisteva in Guinea-Bissau. Era stata introdotta con l’indipendenza nel 1974.
L’ultima esecuzione risale al 1986, quando sei persone condannate a morte dalla Corte Suprema Militare per aver tentato di rovesciare il governo, furono giustiziate. Altre cinque persone sarebbero state condannate a morte e giustiziate per omicidio aggravato tra il 1985 e il 1988.
Il 14 settembre 2003, un colpo di stato ha spodestato il Presidente Kumba Yala. Eletto nel 2000 con il 72% dei voti, Yala aveva ripetutamente rinviato le elezioni politiche, si era rifiutato di promulgare la nuova Costituzione approvata dall’Assemblea Nazionale nel 2001 e, alla fine, aveva dimesso il Primo Ministro e sciolto il Parlamento.
Il 28 settembre 2003, i militari hanno nominato Henrique Rosa Capo di stato per un periodo di transizione e con il compito di organizzare prima le elezioni parlamentari e poi quelle presidenziali. Le politiche si sono tenute il 28 marzo 2004, mentre le presidenziali si sono tenute a giugno 2005. Queste ultime hanno riportato al potere, con il 52% dei voti, l’ex capo militare Joao Bernardo Vieira. Il partito del candidato sconfitto, Malam Bacai Sanha, ha denunciato brogli e i suoi sostenitori hanno provocato disordini a Bissau, ma gli osservatori dell’Unione Europea hanno giudicato le elezioni libere e imparziali. Il Presidente Vieira è entrato in carica nell’ottobre del 2005.
La Guinea Bissau ha cosponsorizzato la risoluzione per l’abolizione della pena di morte approvata dalla Commissione Onu per i Diritti Umani il 20 aprile 2005.