NAZIONI UNITE. INVIATO CHIEDE ALL’IRAQ DI RICONSIDERARE LA PENA DI MORTE
Ashraf Qazi, rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, ha chiesto all’Iraq di riconsiderare la decisione di compiere la prima esecuzione dalla caduta, nel 2003, di Saddam Hussein.
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Ashraf Qazi, rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, ha chiesto all’Iraq di riconsiderare la decisione di compiere la prima esecuzione dalla caduta, nel 2003, di Saddam Hussein. Qazi ha detto di "dispiacersi profondamente" per la decisione del Governo iracheno "in fase di transizione" di reintrodurre la pena di morte.
"Bisognerebbe cercare di rafforzare il principio della sacralità della vita invece di reintrodurre la pena di morte di cui è stato dimostrato l’effetto scarso nel ridurre la criminalità," ha detto Qazi in una dichiarazione. Le Nazioni Unite hanno detto che il Vice Presidente Adel Abdel Mehdi ha firmato un decreto il 17 agosto per autorizzare l’esecuzione di tre uomini condannati alla pena capitale per il rapimento di un poliziotto e per aver violentato delle donne irachene. Gli uomini, sospettati di appartenere al gruppo Ansar al-Sunna legato ad Al-Qaeda, erano stati condannati in maggio e il verdetto era stato successivamente confermato dal Supremo Consiglio di Giustizia, la più alta autorità giudiziaria in Iraq.
Qazi ha puntualizzato nella sua dichiarazione, emessa dall’ufficio della missione dell’ONU in Iraq a New York (UNAMI), che la Commissione diritti umani a Ginevra ha condannato la pena di morte nell’aprile 2005.
Bayan Ahmad al-Jaf, un taxista di 30 anni curdo e due arabi sunniti, Uday Dawud al-Dulaimi, di 25 anni e Taher Jassem Abbas, di 44, avrebbero dovuto essere giustiziati nei giorni immediatamente successivi nella città di Kut.
Non è noto il metodo di esecuzione a cui verrà fatto ricorso, anche se durante il regime di Saddam i criminali comuni venivano impiccati mentre i disertori erano fucilati.
Il Presidente iracheno Jalal Talabani, da tempo oppositore della pena di morte, si è rifiutato di firmare i decreti di esecuzione delegando il compito a Mehdi.
"Bisognerebbe cercare di rafforzare il principio della sacralità della vita invece di reintrodurre la pena di morte di cui è stato dimostrato l’effetto scarso nel ridurre la criminalità," ha detto Qazi in una dichiarazione. Le Nazioni Unite hanno detto che il Vice Presidente Adel Abdel Mehdi ha firmato un decreto il 17 agosto per autorizzare l’esecuzione di tre uomini condannati alla pena capitale per il rapimento di un poliziotto e per aver violentato delle donne irachene. Gli uomini, sospettati di appartenere al gruppo Ansar al-Sunna legato ad Al-Qaeda, erano stati condannati in maggio e il verdetto era stato successivamente confermato dal Supremo Consiglio di Giustizia, la più alta autorità giudiziaria in Iraq.
Qazi ha puntualizzato nella sua dichiarazione, emessa dall’ufficio della missione dell’ONU in Iraq a New York (UNAMI), che la Commissione diritti umani a Ginevra ha condannato la pena di morte nell’aprile 2005.
Bayan Ahmad al-Jaf, un taxista di 30 anni curdo e due arabi sunniti, Uday Dawud al-Dulaimi, di 25 anni e Taher Jassem Abbas, di 44, avrebbero dovuto essere giustiziati nei giorni immediatamente successivi nella città di Kut.
Non è noto il metodo di esecuzione a cui verrà fatto ricorso, anche se durante il regime di Saddam i criminali comuni venivano impiccati mentre i disertori erano fucilati.
Il Presidente iracheno Jalal Talabani, da tempo oppositore della pena di morte, si è rifiutato di firmare i decreti di esecuzione delegando il compito a Mehdi.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 20/08/2005)
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