MORATORIA. CRAXI: NON C'E' INERZIA GOVERNO, INIZIATIVA E' GRADUALE
"Non c'è inerzia del governo" sulla proposta di una moratoria universale della pena di
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"Non c'è inerzia del governo" sulla proposta di una moratoria universale della pena di morte in seno all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Vittorio Craxi, parlando ai giornalisti a New York prima del suo intervento sulle connessioni tra i cambiamenti climatici e la sicurezza globale al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
"E' una questione che infiamma il dibattito politico italiano e che infiamma, positivamente Marco Pannella - ha continuato Craxi - a chi parla di inerzia del governo, io rispondo che non è così.
Noi ribadiamo la direttrice intrapresa da ministro Massimo D'Alema che è quella di portare la vicenda nel quadro dell'Unione Europea".
Le prossime mosse al Palazzo di Vetro? "Sarebbe rischioso in questa fase andare in Assemblea Generale. Questa è una iniziativa che deve essere condotta in modo graduale, per arrivare al consenso del 51 per cento dei paesi membri dell'Assemblea. E questo richiede un processo di natura tattica e politica".
Fonti del Palazzo di Vetro non confermano le ipotesi che erano circolate nei giorni scorsi di una imminente visita del ministro D'Alema a New York, nell'ambito del dibattito sulla moratoria.
Non ci sarebbero le ragioni per una visita nell'arco delle prossime due o tre settimane, che invece potrebbe avvenire prima dell'estate per un intervento in Assemblea Generale, qualora una risoluzione venisse effettivamente fatta circolare. E' questa per il momento soltanto una ipotesi.
"E' una questione che infiamma il dibattito politico italiano e che infiamma, positivamente Marco Pannella - ha continuato Craxi - a chi parla di inerzia del governo, io rispondo che non è così.
Noi ribadiamo la direttrice intrapresa da ministro Massimo D'Alema che è quella di portare la vicenda nel quadro dell'Unione Europea".
Le prossime mosse al Palazzo di Vetro? "Sarebbe rischioso in questa fase andare in Assemblea Generale. Questa è una iniziativa che deve essere condotta in modo graduale, per arrivare al consenso del 51 per cento dei paesi membri dell'Assemblea. E questo richiede un processo di natura tattica e politica".
Fonti del Palazzo di Vetro non confermano le ipotesi che erano circolate nei giorni scorsi di una imminente visita del ministro D'Alema a New York, nell'ambito del dibattito sulla moratoria.
Non ci sarebbero le ragioni per una visita nell'arco delle prossime due o tre settimane, che invece potrebbe avvenire prima dell'estate per un intervento in Assemblea Generale, qualora una risoluzione venisse effettivamente fatta circolare. E' questa per il momento soltanto una ipotesi.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 17/04/2007)
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