la Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte per Rouhollah Tavana, un ingegnere di 35
la Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte per Rouhollah Tavana, un ingegnere di 35
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la Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte per Rouhollah Tavana, un ingegnere di 35 anni arrestato nel 2011 con l'accusa di aver insultato Maometto, ha riferito la International Campaign for Human Rights in Iran (ICHRI).
Rouhollah Tavana era stato condannato a morte il 3 agosto 2013 dal Tribunale penale di Khorasan con l'accusa di "aver insultato il Profeta dell'Islam" (Sabbo al-Nabbi), a partire da un videoclip sequestrato nella sua abitazione dalla polizia. La Corte l’ha inoltre condannato al carcere e alla fustigazione per "produzione e consumo di bevande alcoliche" e "rapporti sessuali illeciti". Un tribunale rivoluzionario nel Khorasan lo ha condannato a ulteriori tre anni di reclusione per "aver insultato il fondatore della Rivoluzione e la Guida Suprema".
Tavana era stato arrestato nell’ottobre 2011 da uomini del Ministero di Intelligence nella sua casa di Mashhad. È stato tenuto in isolamento in un centro di detenzione appartenente al Ministero di Intelligence per tre mesi e mezzo, durante i quali non gli è stato consentito di incontrare un avvocato. Rouhollah Tavana ha sostenuto di aver usato parole insultanti nei confronti del Profeta quando era ubriaco, il che, secondo la legge iraniana, lo avrebbe dovuto esentare dalla pena di morte. Il tribunale ha riconosciuto che aveva bevuto al momento delle dichiarazioni ma ha stabilito che la quantità di alcol consumato non era tale da giustificare la sua condotta oltraggiosa.
Rouhollah Tavana era stato condannato a morte il 3 agosto 2013 dal Tribunale penale di Khorasan con l'accusa di "aver insultato il Profeta dell'Islam" (Sabbo al-Nabbi), a partire da un videoclip sequestrato nella sua abitazione dalla polizia. La Corte l’ha inoltre condannato al carcere e alla fustigazione per "produzione e consumo di bevande alcoliche" e "rapporti sessuali illeciti". Un tribunale rivoluzionario nel Khorasan lo ha condannato a ulteriori tre anni di reclusione per "aver insultato il fondatore della Rivoluzione e la Guida Suprema".
Tavana era stato arrestato nell’ottobre 2011 da uomini del Ministero di Intelligence nella sua casa di Mashhad. È stato tenuto in isolamento in un centro di detenzione appartenente al Ministero di Intelligence per tre mesi e mezzo, durante i quali non gli è stato consentito di incontrare un avvocato. Rouhollah Tavana ha sostenuto di aver usato parole insultanti nei confronti del Profeta quando era ubriaco, il che, secondo la legge iraniana, lo avrebbe dovuto esentare dalla pena di morte. Il tribunale ha riconosciuto che aveva bevuto al momento delle dichiarazioni ma ha stabilito che la quantità di alcol consumato non era tale da giustificare la sua condotta oltraggiosa.
— FONTI
- (Fonti: ICHRI, 20/02/2014; AI, 24/02/2014)
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