La Corte Suprema giapponese ha respinto il sesto appello...
La Corte Suprema giapponese ha respinto il sesto appello per un nuovo processo ad un condannato a morte riconosciuto colpevole di aver ucciso cinque persone con del vino avvelenato a Nabari, nella Prefettura di Mie, nel 1961
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La Corte Suprema giapponese ha respinto il sesto appello per un nuovo processo ad un condannato a morte riconosciuto colpevole di aver ucciso cinque persone con del vino avvelenato a Nabari, nella Prefettura di Mie, nel 1961. Masaru Okunishi, 76, ha immediatamente presentato all'Alta Corte di Nagoya il suo settimo appello per la riapertura del processo.
Nell'udienza del suo sesto appello, il collegio di difesa ha prodotto degli appunti, scritti dall'allora capo della sezione investigativa, che contraddicevano la possibilit� che Okunishi avesse avuto il tempo di commetere il crimine, essendo stato lasciato solo sulla scena del delitto per appena 10 minuti. Tuttavia la Corte Suprema ha affermato che quegli appunti non avevano sufficiente forza di prova per ribaltare la sentenza del Tribunale d'istanza inferiore.
Okunishi, in carcere a Nagoya, nel 1964 era stato assolto dalla Corte distrettuale di Tsu nel 1964, ma in seguito, nel 1969, l'assoluzione era stata annullata dall'Alta Corte di Nagoya che lo aveva condannato a morte, condanna confermata nel 1972 dalla Corte Suprema.
Secondo gli avvocati e i suoi sostenitori, dopo la sentenza della Corte suprema Okunishi avrebbe dichiarato di voler continuare a provare di dimostrare la sua innocenza finch� avr� vita.
Nel frattempo, Toro Motobayashi, presidente della Federazione giapponese degli avvocati ha dichiarato:
"La tendenza generale � verso l'abolizione della pena di morte, ed � necessario spazzare via le false accuse contro il signor Okunishi il pi� presto possibile".
Nell'udienza del suo sesto appello, il collegio di difesa ha prodotto degli appunti, scritti dall'allora capo della sezione investigativa, che contraddicevano la possibilit� che Okunishi avesse avuto il tempo di commetere il crimine, essendo stato lasciato solo sulla scena del delitto per appena 10 minuti. Tuttavia la Corte Suprema ha affermato che quegli appunti non avevano sufficiente forza di prova per ribaltare la sentenza del Tribunale d'istanza inferiore.
Okunishi, in carcere a Nagoya, nel 1964 era stato assolto dalla Corte distrettuale di Tsu nel 1964, ma in seguito, nel 1969, l'assoluzione era stata annullata dall'Alta Corte di Nagoya che lo aveva condannato a morte, condanna confermata nel 1972 dalla Corte Suprema.
Secondo gli avvocati e i suoi sostenitori, dopo la sentenza della Corte suprema Okunishi avrebbe dichiarato di voler continuare a provare di dimostrare la sua innocenza finch� avr� vita.
Nel frattempo, Toro Motobayashi, presidente della Federazione giapponese degli avvocati ha dichiarato:
"La tendenza generale � verso l'abolizione della pena di morte, ed � necessario spazzare via le false accuse contro il signor Okunishi il pi� presto possibile".
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 11/04/2002)
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