INDIA: SENTENZE CAPITALI COMMUTATE IN ERGASTOLO
l’aver già scontato una lunga detenzione e le precarie condizioni socio-economiche sono circostanze
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l’aver già scontato una lunga detenzione e le precarie condizioni socio-economiche sono circostanze attenuanti che possono condurre alla commutazione in ergastolo di una condanna capitale, ha chiarito la Corte Suprema indiana.
Nel caso relativo a due imputati identificati come Mulla e Guddu, i giudici supremi P. Sathasivam e H.L. Dattu hanno stabilito la commutazione in ergastolo delle loro condanne capitali, emesse in origine per aver causato la morte di cinque lavoratori agricoli sequestrati a scopo di riscatto.
Il crimine sarebbe avvenuto il 22 dicembre 1995 nel distretto Sitapur dello Stato indiano di Uttar Pradesh.
I giudici hanno detto: “Nel caso in esame, i condannati hanno un background estremamente povero ed hanno con evidenza commesso questo orribile crimine per desiderio di soldi. Nonostante lo shock provocato dalle loro azioni, non ci sono ragioni per cui non possano nel tempo correggersi”.
Uno degli appellanti ha 65 anni, il secondo 64, ed entrambi si trovano in carcere da più di 14 anni, hanno sottolineato i giudici. “Nonostante la natura del crimine, le circostanze attenuanti ci consentono di sostituire la condanna a morte con l’ergastolo. Tuttavia la pena dell’ergastolo deve coprire la loro intera vita e non deve essere soggetta ad alcuna remissione da parte del governo”.
Nel caso relativo a due imputati identificati come Mulla e Guddu, i giudici supremi P. Sathasivam e H.L. Dattu hanno stabilito la commutazione in ergastolo delle loro condanne capitali, emesse in origine per aver causato la morte di cinque lavoratori agricoli sequestrati a scopo di riscatto.
Il crimine sarebbe avvenuto il 22 dicembre 1995 nel distretto Sitapur dello Stato indiano di Uttar Pradesh.
I giudici hanno detto: “Nel caso in esame, i condannati hanno un background estremamente povero ed hanno con evidenza commesso questo orribile crimine per desiderio di soldi. Nonostante lo shock provocato dalle loro azioni, non ci sono ragioni per cui non possano nel tempo correggersi”.
Uno degli appellanti ha 65 anni, il secondo 64, ed entrambi si trovano in carcere da più di 14 anni, hanno sottolineato i giudici. “Nonostante la natura del crimine, le circostanze attenuanti ci consentono di sostituire la condanna a morte con l’ergastolo. Tuttavia la pena dell’ergastolo deve coprire la loro intera vita e non deve essere soggetta ad alcuna remissione da parte del governo”.
— FONTI
- (Fonti: The Hindu, 10/02/2010)
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