In uno dei più grandi internet café di Madrid, il BBIGG,...
In uno dei più grandi internet café di Madrid, il BBIGG, il mondo dell'entertainment spagnolo, ha manifestato il suo sostengo alla campagna on line contro la pena di morte firmando l'appello rivolto al Segretario Generale dell'ONU per una moratoria
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In uno dei pi� grandi internet caf� di Madrid, il BBIGG, il mondo dell'entertainment spagnolo, ha manifestato il suo sostengo alla campagna on line contro la pena di morte firmando l'appello rivolto al Segretario Generale dell'ONU per una moratoria universale delle esecuzioni capitali e chiedendo al Governo spagnolo, Presidente di turno dell'Unione Europea, di rafforzare il sostegno dei paesi cosponsor della risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali gia all'ordine del giorno dei lavori della Commissione Diritti Umani dell'ONU che aprir� i suoi lavori a Ginevra il 18 marzo.
All'evento hanno partecipato lo scrittore spagnolo Fernando Savater, che ha moderato la conferenza stampa, e che ha affermato che la pena di morte rappresenta una forma preistorica per risolvere il problema della criminalit�.
Per riuscire ad abolirla occorre compiere dei piccoli passi e ha riconosciuto nella campagna di Nessuno tocchi Caino per una moratoria universale delle esecuzioni capitali stabilita dall'ONU un passo fondamentale verso l'abolizione.
In un messaggio letto da Savater, il Direttore dell'Uffico Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri spagnolo Juan Manuel Cabrera, ha confermato l'impegno della Spagna affinche`alla Commissione Diritti Umani dell'ONU aumenti il numero dei paesi cosponsor della risoluzione.
Emma Bonino, parlamentare europea, ha ricordato come la battaglia di Nessuno tocchi Caino � partita dall'Italia nel 1993, � stata incardinta alla Commissione diritti umani nel 1997 ma ha subito una battuta d'arresto in Assemblea Generale nel 1999 quando una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali � stata presentata e poi ritirata proprio dall'Unione Europea. Ha quindi detto che condizione per un ritorno in Assemblea Generale � che l'Unione Europea sia unita e determinata nel condurre questa battaglia.
Emma Bonino ha ricordato come la pena di morte, cancellata dai tribunali internazionali, rappresenta una contraddizione per quei paesi come gli USA o la Cina che si sono trovati d'accordo nell'escludere la pena di morte dagli statuti internazionali per crimini gravissimi come quelli contro l'umanit� e la mantengono al proprio interno per crimini infinitamente meno gravi. La Bonino ha poi detto che per risolvere queste contraddizioni basta un gesto semplice come firmare on line contro la pena di morte, dai siti di Nexta.com o Ya.com, partner spagnolo, insieme a El Mundo.es, MTV.es e l'Unione Europea dell'evento.
Sergio D'Elia Segretario di Nessuno tocchi Caino ha detto di essere venuto in Spagna per chiedere al Governo spagnolo di riscattare l'Europa da una battaglia che non si e' voluta vincere in Assemblea Generale nel 1999. La battaglia contro la pena di morte, ha ricordato D'Elia, e' una battaglia contro un anacronismo.
Su 196 paesi della comunit� internazionale, 127 sono a vario titolo abolizionisti e solo 69 la mantengono ancora nei loro ordinamenti. A fronte del calo dei paesi mantenitori per� D'Elia ha ricordato come invece aumenti il numero delle esecuzioni. Sono state quasi 4500 nel 2001, la maggior parte delle quali, oltre 3500 nella sola Cina. La battaglia contro la pena di morte diventa quindi per D'Elia anche una battaglia per la democrazia.
All'evento hanno partecipato lo scrittore spagnolo Fernando Savater, che ha moderato la conferenza stampa, e che ha affermato che la pena di morte rappresenta una forma preistorica per risolvere il problema della criminalit�.
Per riuscire ad abolirla occorre compiere dei piccoli passi e ha riconosciuto nella campagna di Nessuno tocchi Caino per una moratoria universale delle esecuzioni capitali stabilita dall'ONU un passo fondamentale verso l'abolizione.
In un messaggio letto da Savater, il Direttore dell'Uffico Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri spagnolo Juan Manuel Cabrera, ha confermato l'impegno della Spagna affinche`alla Commissione Diritti Umani dell'ONU aumenti il numero dei paesi cosponsor della risoluzione.
Emma Bonino, parlamentare europea, ha ricordato come la battaglia di Nessuno tocchi Caino � partita dall'Italia nel 1993, � stata incardinta alla Commissione diritti umani nel 1997 ma ha subito una battuta d'arresto in Assemblea Generale nel 1999 quando una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali � stata presentata e poi ritirata proprio dall'Unione Europea. Ha quindi detto che condizione per un ritorno in Assemblea Generale � che l'Unione Europea sia unita e determinata nel condurre questa battaglia.
Emma Bonino ha ricordato come la pena di morte, cancellata dai tribunali internazionali, rappresenta una contraddizione per quei paesi come gli USA o la Cina che si sono trovati d'accordo nell'escludere la pena di morte dagli statuti internazionali per crimini gravissimi come quelli contro l'umanit� e la mantengono al proprio interno per crimini infinitamente meno gravi. La Bonino ha poi detto che per risolvere queste contraddizioni basta un gesto semplice come firmare on line contro la pena di morte, dai siti di Nexta.com o Ya.com, partner spagnolo, insieme a El Mundo.es, MTV.es e l'Unione Europea dell'evento.
Sergio D'Elia Segretario di Nessuno tocchi Caino ha detto di essere venuto in Spagna per chiedere al Governo spagnolo di riscattare l'Europa da una battaglia che non si e' voluta vincere in Assemblea Generale nel 1999. La battaglia contro la pena di morte, ha ricordato D'Elia, e' una battaglia contro un anacronismo.
Su 196 paesi della comunit� internazionale, 127 sono a vario titolo abolizionisti e solo 69 la mantengono ancora nei loro ordinamenti. A fronte del calo dei paesi mantenitori per� D'Elia ha ricordato come invece aumenti il numero delle esecuzioni. Sono state quasi 4500 nel 2001, la maggior parte delle quali, oltre 3500 nella sola Cina. La battaglia contro la pena di morte diventa quindi per D'Elia anche una battaglia per la democrazia.
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