In una storica decisione, la Corte Suprema Americana...
In una storica decisione, la Corte Suprema Americana ha stabilito - con 6 voti a favore e 3 contro - che l'esecuzione di criminali ritardati mentali è "una punizione crudele e disumana" e viola l'Ottavo Emendamento della Costituzione
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In una storica decisione, la Corte Suprema Americana ha stabilito - con 6 voti a favore e 3 contro - che l'esecuzione di criminali ritardati mentali � "una punizione crudele e disumana" e viola l'Ottavo Emendamento della Costituzione. La sentenza - emessa nel caso Daryl Renard Atkins contro la Stato della Virginia - rappresenta una vittoria per gli oppositori della pena di morte.
I giudici John Paul Stevens, Sandra Day O'Connor, Anthony Kennedy, David Souter, Ruth Bader Ginsburg e Stephen Breyer hanno dichiarato: "Non siamo convinti che l'esecuzione di criminali mentalmente ritardati aumenti, in maniera sensibile, lo scopo deterrente o retributivo attribuito alla pena di morte".
La sentenza non entra nel merito della costituzionalit� della pena di morte in generale ma segna un cambiamento di rotta per l'alta corte.
La maggioranza dei suoi componenti ha citato il crescente consenso nazionale sulla questione di quando la Corte Suprema aveva stabilito nel 1989 che questo tipo di esecuzioni potavano essere inaccettabili.
Nei precedenti 13 anni il numero degli Stati che vietano l'esecuzione di criminali minorati mentali � salito da due a 18.
"Si pu� dire che il consenso nazionale si � sviluppato in senso contrario a questa decisione" ha scritto Stevens.
In dissenso, il giudice Antonin Scalia ha deriso quello che ha chiamato il "47 percento di consenso." Ha detto che i 18 stati rappresentano meno della met� dei 38 stati che permettono la pena di morte in ogni caso.
I giudici William H. Rehnquist e Clarence Thomas si sono uniti a Scalia.
L'effetto pi� immediate della sentenza sar� rispetto ai 20 stati che permettono l'esecuzione di minorati mentali. Presumibilmente, dozzine o forse centinaia di condannati a morte in questi stati, presenteranno ricorsi per dimostrare che sono ritardati mentali e per ottenere la conversione della pena di morte in ergastolo.
Per il futuro la sentenza significa che le persone arrestate per omicidio non rischieranno la pena di morte se potranno dimostrare che sono ritardati mentali.
I giudici John Paul Stevens, Sandra Day O'Connor, Anthony Kennedy, David Souter, Ruth Bader Ginsburg e Stephen Breyer hanno dichiarato: "Non siamo convinti che l'esecuzione di criminali mentalmente ritardati aumenti, in maniera sensibile, lo scopo deterrente o retributivo attribuito alla pena di morte".
La sentenza non entra nel merito della costituzionalit� della pena di morte in generale ma segna un cambiamento di rotta per l'alta corte.
La maggioranza dei suoi componenti ha citato il crescente consenso nazionale sulla questione di quando la Corte Suprema aveva stabilito nel 1989 che questo tipo di esecuzioni potavano essere inaccettabili.
Nei precedenti 13 anni il numero degli Stati che vietano l'esecuzione di criminali minorati mentali � salito da due a 18.
"Si pu� dire che il consenso nazionale si � sviluppato in senso contrario a questa decisione" ha scritto Stevens.
In dissenso, il giudice Antonin Scalia ha deriso quello che ha chiamato il "47 percento di consenso." Ha detto che i 18 stati rappresentano meno della met� dei 38 stati che permettono la pena di morte in ogni caso.
I giudici William H. Rehnquist e Clarence Thomas si sono uniti a Scalia.
L'effetto pi� immediate della sentenza sar� rispetto ai 20 stati che permettono l'esecuzione di minorati mentali. Presumibilmente, dozzine o forse centinaia di condannati a morte in questi stati, presenteranno ricorsi per dimostrare che sono ritardati mentali e per ottenere la conversione della pena di morte in ergastolo.
Per il futuro la sentenza significa che le persone arrestate per omicidio non rischieranno la pena di morte se potranno dimostrare che sono ritardati mentali.
— FONTI
- (Fonti: CNN, 25/06/2002)
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