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TAIWAN

il Ministero della Giustizia di Taiwan (MOJ) ha detto che il paese non ha violato alcun principio...

il Ministero della Giustizia di Taiwan (MOJ) ha detto che il paese non ha violato alcun principio sui diritti umani nel trattare i casi capitali e i detenuti nel braccio della morte, ma ha promesso di confrontarsi con altri paesi per perfezionare il

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il Ministero della Giustizia di Taiwan (MOJ) ha detto che il paese non ha violato alcun principio sui diritti umani nel trattare i casi capitali e i detenuti nel braccio della morte, ma ha promesso di confrontarsi con altri paesi per perfezionare il sistema vigente.
Il Ministero ha risposto al rapporto della FIDH, l’acronimo francese della Federazione Internazionale per i Diritti Umani, sull’uso della pena di morte a Taiwan.
La vice presidente FIDH Siobhan Ni Chulachain ha reso pubblico il rapporto il 12 giugno, in una conferenza stampa a Taipei.
Il rapporto della FIDH denuncia l’importanza di elaborare a Taiwan un calendario per programmare l’eliminazione in maniera scandenzata della pena di morte.
Secondo il rapporto, Taiwan avrebbe violato i requisiti minimi delle Nazioni Unite nel trattamento dei detenuti nel braccio della morte chiedendo loro di indossare catene alle caviglie.
Nel rispondere, i funzionari del Ministero hanno detto che il rapporto della FIDH non è corretto, perché ai riformatori e alle prigioni locali è stato ordinato di non usare manette, catene o altri dispositivi restrittivi a fini punitivi, intendendo che solo i detenuti emotivamente instabili o a rischio di fuga o suicidio vengono tenuti sotto restrizione secondo quanto stabilito dal regolamento del codice di procedura penale.
In risposta ai sospetti della FIDH che i detenuti del braccio della morte locale possano essere forzati a donare gli organi prima dell’esecuzione, il Ministero ha detto che sono speculazioni e preoccupazioni senza fondamento. Dei 12 detenuti giustiziati dal 2003 ad oggi, sette di loro hanno donato gli organi liberamente. Nessun trapianto si è svolto in contrasto con i principi etici medici.
Alle critiche della FIDH che Taiwan avrebbe fallito nel permettere ai condannati a morte di incontrare i loro familiari prima di essere giustiziati, i funzionari hanno detto che i preparativi per l’esecuzione hanno procedure segrete al fine di assicurare la sicurezza e di evitare di causare ansia o aggiungere sofferenza ai familiari.
Infatti, hanno detto i funzionari, i detenuti hanno immancabilmente tempo sufficiente per incontrare i loro cari e le autorità carcerarie informano i familiari immediatamente dopo l’esecuzione.
I funzionari hanno aggiunto che il Ministero lavorerà con altre agenzie governative per affinare la legge che prescrive la ‘pena capitale’ come unica punizione, insieme con il principio di escludere gradualmente la pena di morte.
FONTI
  • (Fonti: www.chinapost.com.tw, 14/06/2006)