Il Belgio, paese che ha governato l'ex colonia del...
Il Belgio, paese che ha governato l'ex colonia del Congo, ha chiesto al Presidente Joseph Kabila di annullare le condanne a morte emesse il 7 gennaio contro coloro ritenuti responsabili dell'assassinio del padre
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Il Belgio, paese che ha governato l'ex colonia del Congo, ha chiesto al Presidente Joseph Kabila di annullare le condanne a morte emesse il 7 gennaio contro coloro ritenuti responsabili dell'assassinio del padre. Un tribunale militare della Repubblica Democratica del Congo ha condannato a morte circa 30 persone per il loro presunto coinvolgimento nell'assassinio del Presidente Laurent Kabila, ucciso a colpi d'arma da fuoco da una guardia del corpo nel suo palazzo nel gennaio 2001. "Ho ufficialmente presentato una richiesta al Presidente Joseph Kabila, affinché queste esecuzioni non abbiano luogo", ha detto giovedì ai giornalisti il Ministro degli Esteri belga Louis Michel durante una visita ufficiale nel paese. "Sta a Joseph Kabila decidere quello che si può fare, poiché queste esecuzioni porranno un problema morale per i partner del Congo", ha detto Michel, che è anche vice premier del Belgio. Ma il portavoce di Joseph Kabila ha detto che il leader congolese non vuole interferire con la decisione del tribunale. "La gente deve riconoscere che nella Repubblica Democratica del Congo c'è una separazione tra il potere esecutivo, quello giudiziario e quello legislativo", ha detto alla Reuters il portavoce Mulegwa Zihindula. "Aspettiamo che il pubblico accusatore e gli avvocati della difesa presentino il loro rapporto finale prima di decidere cosa succederà", ha detto. I documenti ufficiali del tribunale non sono ancora stati pubblicati, ma l'organizzazione umanitaria ASADHO, di base a Kinshasa, ha detto che 30 dei 135 imputati rischiano la pena di morte e che 10 di essi sono fuggiti dal paese. Giornalisti presenti in aula hanno contato 26 condannati. Tra questi c'è il colonnello Eddy Kapend, l'ultimo aiutante di campo più vicino al presidente, giudicato colpevole di aver organizzato il fallito attentato per prendere il potere. I condannati non hanno diritto di appello, ma gli avvocati della difesa hanno detto che stanno chiedendo al presidente la grazia. Anche le associazioni umanitarie, che hanno denunciato il processo come ingiusto, hanno chiesto a Kabila di commutare le condanne a morte.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, AP, 09/01/2003)
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