GIAPPONE. OTTIENE RIPETIZIONE PROCESSO DOPO 33 ANNI DI BRACCIO DELLA MORTE
l’Alta Corte di Nagoya ha stabilito che il processo di Masaru Okunishi, 79 anni, deve essere ripetuto.
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l’Alta Corte di Nagoya ha stabilito che il processo di Masaru Okunishi, 79 anni, deve essere ripetuto.
L’uomo si trova nel braccio della morte da 33 anni, dopo essere stato condannato all’impiccagione per gli omicidi – avvenuti nel 1961 nella prefettura di Mie – di cinque donne, eliminate con del vino avvelenato.
L’Alta Corte ha preso la decisione per '' manifesta inconsistenza delle prove'' e ''non credibilità della confessione'' del condannato, probabilmente estorta.
Il giudice Junichi Koide ha dichiarato che le nuove prove presentate dalla difesa potrebbero addirittura condurre ad una assoluzione.
Per sei volte gli avvocati di Okunishi avevano chiesto, senza fortuna, la ripetione del processo. Al settimo tentativo sarebbero riusciti a dimostrare, con tanto di perizia scientifica, che il pesticida disciolto nel vino non corrisponde alla sostanza descritta da Okunishi nella sua confessione.
E’ la quinta volta nel dopoguerra che una corte giapponese decide di consentire la ripetizione del processo di un condannato a morte. L’ultima volta risale al 1986, nel distretto di Shizuoka. In tutti e quattro i casi gli imputati sono stati assolti.
L’uomo si trova nel braccio della morte da 33 anni, dopo essere stato condannato all’impiccagione per gli omicidi – avvenuti nel 1961 nella prefettura di Mie – di cinque donne, eliminate con del vino avvelenato.
L’Alta Corte ha preso la decisione per '' manifesta inconsistenza delle prove'' e ''non credibilità della confessione'' del condannato, probabilmente estorta.
Il giudice Junichi Koide ha dichiarato che le nuove prove presentate dalla difesa potrebbero addirittura condurre ad una assoluzione.
Per sei volte gli avvocati di Okunishi avevano chiesto, senza fortuna, la ripetione del processo. Al settimo tentativo sarebbero riusciti a dimostrare, con tanto di perizia scientifica, che il pesticida disciolto nel vino non corrisponde alla sostanza descritta da Okunishi nella sua confessione.
E’ la quinta volta nel dopoguerra che una corte giapponese decide di consentire la ripetizione del processo di un condannato a morte. L’ultima volta risale al 1986, nel distretto di Shizuoka. In tutti e quattro i casi gli imputati sono stati assolti.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 05/04/2005; Kyodo News, 06/04/2005)
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