GIAPPONE: OGAWA, ‘AUTORIZZARE ESECUZIONI È MIA RESPONSABILITÀ’
Toshio Ogawa è il primo ministro della Giustizia a sostenere tacitamente la pena
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Toshio Ogawa è il primo ministro della Giustizia a sostenere tacitamente la pena di morte da quando il Partito Democratico del Giappone è giunto al potere nel settembre 2009 e non ha alcuna intenzione di entrare nel dibattito sull’eliminazione della pena capitale. Secondo Ogawa, il gruppo di studio sull’ipotesi abolizionista ha esaurito le questioni su cui discutere, dal momento che il mantenimento o meno della pena di morte era stato discusso approfonditamente prima dell’insediamento del gruppo di studio (nel settembre 2010 ad opera dell’allora ministro della giustizia Keiko Chiba).
“Non ha fornito alcuna nuova opzione ed è una perdita di tempo ascoltare le stesse opinioni”, ha detto Ogawa ai giornalisti lo scorso 23 gennaio. “Siamo stanchi di discutere e ora stiamo compilando le opinioni, e faremo un annuncio quando ogni cosa sarà terminata”, ha detto il Ministro.
Ogawa, che in passato è stato giudice, procuratore e avvocato prima di diventare deputato, ha ricoperto la carica di vice ministro della Giustizia per un anno fino allo scorso settembre nell’amministrazione di Naoto Kan. Chiba, che firmò due ordini di esecuzione nonostante le sue convinzioni personali, istituì il gruppo di studio perché voleva un dibattito pubblico sulla pena di morte. Ogawa ha ribadito essere sua responsabilità come Ministro della Giustizia quella di autorizzare esecuzioni. “Non vorrei farlo, ma rientra tra i compiti del Ministro della Giustizia. Con 130 prigionieri nel braccio della morte e l’85% della pubblica opinione favorevole alla pena capitale, non firmare ordini di esecuzione sarebbe inammissibile”, ha detto. La frequenza delle impiccagioni varia in Giappone in funzione del Ministro della Giustizia in carica. Ci sono state due esecuzioni nel 2010, sette nel 2009, 15 nel 2008, nove nel 2007 e quattro nel 2006.
Ogawa ha dichiarato di non aver mai escluso la firma per autorizzare impiccagioni nel corso delle sessioni della Dieta. Generalmente, i passati Ministri della Giustizia hanno evitato esecuzioni durante le sessioni legislative, per evitare possibili critiche da parte di deputati. Ogawa si è detto neutrale circa l’ipotesi di introdurre pene alternative, come l’ergastolo senza condizionale. “Penso che sarebbe estremamente doloroso se i condannati non avessero la possibilità di libertà condizionale. Potrebbero cedere alla disperazione. D’altra parte, il carcere è meglio della morte”, ha detto.
“Non ha fornito alcuna nuova opzione ed è una perdita di tempo ascoltare le stesse opinioni”, ha detto Ogawa ai giornalisti lo scorso 23 gennaio. “Siamo stanchi di discutere e ora stiamo compilando le opinioni, e faremo un annuncio quando ogni cosa sarà terminata”, ha detto il Ministro.
Ogawa, che in passato è stato giudice, procuratore e avvocato prima di diventare deputato, ha ricoperto la carica di vice ministro della Giustizia per un anno fino allo scorso settembre nell’amministrazione di Naoto Kan. Chiba, che firmò due ordini di esecuzione nonostante le sue convinzioni personali, istituì il gruppo di studio perché voleva un dibattito pubblico sulla pena di morte. Ogawa ha ribadito essere sua responsabilità come Ministro della Giustizia quella di autorizzare esecuzioni. “Non vorrei farlo, ma rientra tra i compiti del Ministro della Giustizia. Con 130 prigionieri nel braccio della morte e l’85% della pubblica opinione favorevole alla pena capitale, non firmare ordini di esecuzione sarebbe inammissibile”, ha detto. La frequenza delle impiccagioni varia in Giappone in funzione del Ministro della Giustizia in carica. Ci sono state due esecuzioni nel 2010, sette nel 2009, 15 nel 2008, nove nel 2007 e quattro nel 2006.
Ogawa ha dichiarato di non aver mai escluso la firma per autorizzare impiccagioni nel corso delle sessioni della Dieta. Generalmente, i passati Ministri della Giustizia hanno evitato esecuzioni durante le sessioni legislative, per evitare possibili critiche da parte di deputati. Ogawa si è detto neutrale circa l’ipotesi di introdurre pene alternative, come l’ergastolo senza condizionale. “Penso che sarebbe estremamente doloroso se i condannati non avessero la possibilità di libertà condizionale. Potrebbero cedere alla disperazione. D’altra parte, il carcere è meglio della morte”, ha detto.
— FONTI
- (Fonti: japantimes.co.jp, 01/02/2012)
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