GIAPPONE: MINISTRO GIUSTIZIA, PER ORA STOP ESECUZIONI
il Ministro della Giustizia giapponese Satsuki Eda non ha per il momento alcuna intenzione di
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il Ministro della Giustizia giapponese Satsuki Eda non ha per il momento alcuna intenzione di autorizzare esecuzioni capitali. Lo ha detto lo stesso Ministro nel corso di un’intervista esclusiva concessa al giornale The Yomiuri Shimbun, ad un anno di distanza dalle ultime impiccagioni praticate in Giappone, il 28 luglio 2010.
Parlando del futuro del sistema della pena capitale, Eda ha detto “E’ molto improbabile che lo applicherò”.
In base ai dati del Ministero della Giustizia, erano 107 i prigionieri rimasti nel braccio della morte all’indomani delle ultime esecuzioni, da allora il loro numero è salito a 120.
Lo scorso agosto il Ministero ha annunciato la costituzione di un gruppo interno di studio sul sistema della pena di morte, includendo la possibilità di abolirlo.
“Gli esseri umani sono creature razionali. Penso sia sbagliato affermare che togliere la vita ad una persona sia espressione di una natura razionale”, ha detto Eda, aggiungendo: “Sto pensando a come esercitare l’autorità attribuita al Ministro della Giustizia, tenendo in considerazione il trend globale verso l’eliminazione della pena di morte”.
Il codice di procedura penale stabilisce che l’esecuzione di un prigioniero del braccio della morte debba avvenire entro sei mesi dalla condanna capitale, tuttavia le impiccagioni non vengono praticate fin quando il Ministro della Giustizia non firma l’ordine di esecuzione.
Le ultime due esecuzioni in Giappone risalgono al 28 luglio 2010, su ordine dell’allora ministro della Giustizia Keiko Chiba.
Parlando del futuro del sistema della pena capitale, Eda ha detto “E’ molto improbabile che lo applicherò”.
In base ai dati del Ministero della Giustizia, erano 107 i prigionieri rimasti nel braccio della morte all’indomani delle ultime esecuzioni, da allora il loro numero è salito a 120.
Lo scorso agosto il Ministero ha annunciato la costituzione di un gruppo interno di studio sul sistema della pena di morte, includendo la possibilità di abolirlo.
“Gli esseri umani sono creature razionali. Penso sia sbagliato affermare che togliere la vita ad una persona sia espressione di una natura razionale”, ha detto Eda, aggiungendo: “Sto pensando a come esercitare l’autorità attribuita al Ministro della Giustizia, tenendo in considerazione il trend globale verso l’eliminazione della pena di morte”.
Il codice di procedura penale stabilisce che l’esecuzione di un prigioniero del braccio della morte debba avvenire entro sei mesi dalla condanna capitale, tuttavia le impiccagioni non vengono praticate fin quando il Ministro della Giustizia non firma l’ordine di esecuzione.
Le ultime due esecuzioni in Giappone risalgono al 28 luglio 2010, su ordine dell’allora ministro della Giustizia Keiko Chiba.
— FONTI
- (Fonti: Yomiuri.co.jp, 29/07/2011)
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