GIAPPONE. CONDANNA A MORTE INAPPELLABILE PER DIRIGENTE SETTA AUM
Kazuaki Okazaki, 44 anni, è stato condannato a morte in via definitiva dalla Corte Suprema giapponese.
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Kazuaki Okazaki, 44 anni, è stato condannato a morte in via definitiva dalla Corte Suprema giapponese. E’ stato riconosciuto colpevole di aver ucciso nel 1989 l'intera famiglia dell'avvocato Tsutsumi Sakamoto, che stava indagando sulle attivita' della setta Aum Shinrikyo, di cui Okazaki era un dirigente.
Sempre nel 1989, avrebbe ucciso un giovane adepto, Shuji Taguchi, 21 anni, intenzionato ad abbandonare la setta.
Si tratta della prima condanna a morte definitiva emessa nei confronti di un dirigente della setta, ritenuta responsabile dell’attentato con il gas nervino nella metropolitana di Tokyo, avvenuto nel marzo 1995, che ha provocato 12 morti ed oltre 5.000 feriti.
'' Okazaki - ha sentenziato la Corte - merita la morte per aver dimostrato spietata crudelta' nel sopprimere esseri innocenti con l'unico scopo di coprire le attivita' criminali della setta. Il fatto che abbia confessato e aiutato gli inquirenti a capire meglio la natura di Aum Shinrikyo non sminuisce la gravita' dei reati commessi''.
Nei tre gradi di processo, la difesa aveva chiesto le attenuanti per la piena confessione resa dall'ex dirigente e per la sua collaborazione con la polizia. Tuttavia i giudici di primo e secondo grado lo avevano condannato a morte, stabilendo che ''L'imputato ha confessato solo per tentare di salvare la sua vita. Non c'e nessuna ragione per mitigare la pena''.
Oltre a Okazaki, sono 12 i membri della setta Aum condannati a morte in relazione alla serie di crimini culminati nell’attentato alla metro del 1995; di queste 12 persone, cinque sono state condannate in primo grado, le altre sette in secondo grado. Il capo della setta, Shoko Asahara, è stato condannato a morte in primo grado il 27 febbraio 2004.
Sempre nel 1989, avrebbe ucciso un giovane adepto, Shuji Taguchi, 21 anni, intenzionato ad abbandonare la setta.
Si tratta della prima condanna a morte definitiva emessa nei confronti di un dirigente della setta, ritenuta responsabile dell’attentato con il gas nervino nella metropolitana di Tokyo, avvenuto nel marzo 1995, che ha provocato 12 morti ed oltre 5.000 feriti.
'' Okazaki - ha sentenziato la Corte - merita la morte per aver dimostrato spietata crudelta' nel sopprimere esseri innocenti con l'unico scopo di coprire le attivita' criminali della setta. Il fatto che abbia confessato e aiutato gli inquirenti a capire meglio la natura di Aum Shinrikyo non sminuisce la gravita' dei reati commessi''.
Nei tre gradi di processo, la difesa aveva chiesto le attenuanti per la piena confessione resa dall'ex dirigente e per la sua collaborazione con la polizia. Tuttavia i giudici di primo e secondo grado lo avevano condannato a morte, stabilendo che ''L'imputato ha confessato solo per tentare di salvare la sua vita. Non c'e nessuna ragione per mitigare la pena''.
Oltre a Okazaki, sono 12 i membri della setta Aum condannati a morte in relazione alla serie di crimini culminati nell’attentato alla metro del 1995; di queste 12 persone, cinque sono state condannate in primo grado, le altre sette in secondo grado. Il capo della setta, Shoko Asahara, è stato condannato a morte in primo grado il 27 febbraio 2004.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 07/04/2005)
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