CINA: ESTRADATO DAL CANADA LAI CHANGXING
il principale ricercato dalle autorità cinesi è stato estradato dal Canada alla Cina, dove, una volta giunto all’aeroporto di Pechino, è stato immediatamente arrestato.
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il principale ricercato dalle autorità cinesi è stato estradato dal Canada alla Cina, dove, una volta giunto all’aeroporto di Pechino, è stato immediatamente arrestato.
Si tratta di Lai Changxing, 53 anni, che la Cina accusa di aver condotto una gigantesca operazione di contrabbando nella città sud-orientale cinese di Xiamen negli anni ’90.
Lai potrebbe essere condannato all’ergastolo, ha scritto l’agenzia ufficiale Xinhua citando esperti cinesi di diritto.
L’uomo è stato messo su un aereo dopo che un tribunale del Canada ha dato il via libera all’estradizione, avendo la Cina assicurato al Canada che Lai non sarà torturato o giustiziato e che funzionari canadesi avranno la possibilità di incontrarlo.
Da parte loro, gli attivisti per i diritti umani mettono in dubbio che possa ricevere un processo equo.
L’estradizione di Lai è stata decisa dopo la visita a Pechino del ministro degli Esteri canadese John Baird, in preparazione della prossima visita in Cina del primo ministro Stephen Harper.
Lai fuggì con la sua famiglia in Canada nel 1999 e lì ha chiesto lo status di rifugiato politico, definendo politicamente motivate le accuse contro di lui.
Il Canada non ha la pena di morte e di solito non estrada imputati che nei loro Paesi rischiano la pena di morte senza garanzie che non saranno messi a morte.
Pechino accusa l’impero economico di Lai, il Gruppo Yuanhua, di aver corrotto funzionari di Xiamen, nella provincia del Fujian, al fine di condurre gigantesche operazioni di contrabbando, a metà degli anni ’90.
In un’intervista rilasciata nel 2009 al giornale “Globe and Mail” di Toronto, Lai ha ammesso di aver evitato il pagamento di tasse sfruttando parti poco chiare della legislazione, negando tuttavia di aver versato tangenti. Ha dichiarato che, se non fosse fuggito in Canada, sarebbe stato certamente giustiziato.
Si tratta di Lai Changxing, 53 anni, che la Cina accusa di aver condotto una gigantesca operazione di contrabbando nella città sud-orientale cinese di Xiamen negli anni ’90.
Lai potrebbe essere condannato all’ergastolo, ha scritto l’agenzia ufficiale Xinhua citando esperti cinesi di diritto.
L’uomo è stato messo su un aereo dopo che un tribunale del Canada ha dato il via libera all’estradizione, avendo la Cina assicurato al Canada che Lai non sarà torturato o giustiziato e che funzionari canadesi avranno la possibilità di incontrarlo.
Da parte loro, gli attivisti per i diritti umani mettono in dubbio che possa ricevere un processo equo.
L’estradizione di Lai è stata decisa dopo la visita a Pechino del ministro degli Esteri canadese John Baird, in preparazione della prossima visita in Cina del primo ministro Stephen Harper.
Lai fuggì con la sua famiglia in Canada nel 1999 e lì ha chiesto lo status di rifugiato politico, definendo politicamente motivate le accuse contro di lui.
Il Canada non ha la pena di morte e di solito non estrada imputati che nei loro Paesi rischiano la pena di morte senza garanzie che non saranno messi a morte.
Pechino accusa l’impero economico di Lai, il Gruppo Yuanhua, di aver corrotto funzionari di Xiamen, nella provincia del Fujian, al fine di condurre gigantesche operazioni di contrabbando, a metà degli anni ’90.
In un’intervista rilasciata nel 2009 al giornale “Globe and Mail” di Toronto, Lai ha ammesso di aver evitato il pagamento di tasse sfruttando parti poco chiare della legislazione, negando tuttavia di aver versato tangenti. Ha dichiarato che, se non fosse fuggito in Canada, sarebbe stato certamente giustiziato.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 23/07/2011)
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