ARABIA SAUDITA: POETA PALESTINESE CONDANNATO A MORTE PER APOSTASIA
un tribunale saudita ha condannato a morte un poeta palestinese per apostasia, risulta dai documenti
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un tribunale saudita ha condannato a morte un poeta palestinese per apostasia, risulta dai documenti processuali visionati da Human Rights Watch, ha reso noto Adam Coogle, ricercatore di HRW sul Medio Oriente.
Ashraf Fayadh è stato arrestato dalla polizia religiosa saudita nel 2013 a Abha, nel sud-ovest del Paese, poi nuovamente arrestato e processato nei primi mesi del 2014.
La prima condanna prevedeva quattro anni di carcere e 800 frustate, tuttavia dopo la presentazione di un appello, un altro giudice tre giorni fa ha emesso per Fayadh la condanna a morte, ha precisato Coogle.
"Ho letto i documenti processuali del primo processo del 2014 e gli altri del 17 novembre. Risulta molto chiaro che Fayadh è stato condannato a morte per apostasia", ha detto Coogle.
La condanna di Fayadh è basata sulle dichiarazioni di un testimone dell'accusa che lo avrebbe sentito imprecare contro Dio, il profeta Maometto e l'Arabia Saudita, oltre che sul contenuto di un libro di poesie da lui scritto alcuni anni fa.
Il caso è giunto alla corte d'appello saudita che lo ha rinviato al tribunale di grado inferiore, dove un diverso giudice il 17 novembre ha emesso la condanna a morte. Il secondo giudice ha deciso di non ammettere i testimoni portati dalla difesa.
Ashraf Fayadh è stato arrestato dalla polizia religiosa saudita nel 2013 a Abha, nel sud-ovest del Paese, poi nuovamente arrestato e processato nei primi mesi del 2014.
La prima condanna prevedeva quattro anni di carcere e 800 frustate, tuttavia dopo la presentazione di un appello, un altro giudice tre giorni fa ha emesso per Fayadh la condanna a morte, ha precisato Coogle.
"Ho letto i documenti processuali del primo processo del 2014 e gli altri del 17 novembre. Risulta molto chiaro che Fayadh è stato condannato a morte per apostasia", ha detto Coogle.
La condanna di Fayadh è basata sulle dichiarazioni di un testimone dell'accusa che lo avrebbe sentito imprecare contro Dio, il profeta Maometto e l'Arabia Saudita, oltre che sul contenuto di un libro di poesie da lui scritto alcuni anni fa.
Il caso è giunto alla corte d'appello saudita che lo ha rinviato al tribunale di grado inferiore, dove un diverso giudice il 17 novembre ha emesso la condanna a morte. Il secondo giudice ha deciso di non ammettere i testimoni portati dalla difesa.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 20/11/2015)
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