ARABIA SAUDITA: DECAPITATO PER ‘STREGONERIA’
un cittadino sudanese accusato di stregoneria è stato decapitato a Medina, in Arabia Saudita.
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un cittadino sudanese accusato di stregoneria è stato decapitato a Medina, in Arabia Saudita.
Abdul Hamid bin Hussain bin Moustafa-al-Fakki era stato arrestato nel 2005 dopo essere stato incastrato da un agente del Mutawa’een (la polizia religiosa) che gli aveva chiesto di fare un incantesimo per far separare suo padre dalla seconda moglie.
Abdul Hamid avrebbe chiesto in cambio 6.000 ryal sauditi (pari a circa 1.600 dollari Usa). Percosso dopo l’arresto, Abdul Hamid sarebbe stato obbligato a confessare di aver compiuto atti di stregoneria e, successivamente, è stato condannato a morte dalla Corte Generale di Medina nel marzo del 2007.
Pochi dettagli sono disponibili sul suo processo, ma pare che si sia svolto a porte chiuse e senza rappresentanza legale.
Malcolm Smart, direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa ha dichiarato: “La decapitazione di Abdul Hamid è spaventosa, così come l’uso ripetuto che l’Arabia saudita fa di questa pena crudele ed estrema”.
“Il fatto che quest’uomo sia stato giustiziato senza aver commesso nulla che possa essere considerato reato è un altro sconvolgente esempio del perché il governo saudita dovrebbe immediatamente cessare le esecuzioni e adottare misure per abolire la pena di morte.”
Il reato di Stregoneria – denuncia AI - non è definito dalla legge saudita ma viene usato per punire persone nel legittimo esercizio dei loro diritti umani, soprattutto nel loro diritto alla libertà di espressione.
Dopo l’arresto, Amnesty aveva condotto una campagna in favore di Abdul Hamid e aveva esortato il re dell'Arabia Saudita ad evitare la sua esecuzione.
Abdul Hamid bin Hussain bin Moustafa-al-Fakki era stato arrestato nel 2005 dopo essere stato incastrato da un agente del Mutawa’een (la polizia religiosa) che gli aveva chiesto di fare un incantesimo per far separare suo padre dalla seconda moglie.
Abdul Hamid avrebbe chiesto in cambio 6.000 ryal sauditi (pari a circa 1.600 dollari Usa). Percosso dopo l’arresto, Abdul Hamid sarebbe stato obbligato a confessare di aver compiuto atti di stregoneria e, successivamente, è stato condannato a morte dalla Corte Generale di Medina nel marzo del 2007.
Pochi dettagli sono disponibili sul suo processo, ma pare che si sia svolto a porte chiuse e senza rappresentanza legale.
Malcolm Smart, direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa ha dichiarato: “La decapitazione di Abdul Hamid è spaventosa, così come l’uso ripetuto che l’Arabia saudita fa di questa pena crudele ed estrema”.
“Il fatto che quest’uomo sia stato giustiziato senza aver commesso nulla che possa essere considerato reato è un altro sconvolgente esempio del perché il governo saudita dovrebbe immediatamente cessare le esecuzioni e adottare misure per abolire la pena di morte.”
Il reato di Stregoneria – denuncia AI - non è definito dalla legge saudita ma viene usato per punire persone nel legittimo esercizio dei loro diritti umani, soprattutto nel loro diritto alla libertà di espressione.
Dopo l’arresto, Amnesty aveva condotto una campagna in favore di Abdul Hamid e aveva esortato il re dell'Arabia Saudita ad evitare la sua esecuzione.
— FONTI
- (Fonti: Amnesty.org, 20/09/2011)
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