ARABIA SAUDITA: CONDANNATO A MORTE PER ‘STREGONERIA’
Amnesty International ha chiesto al Re dell’Arabia Saudita di fermare l’esecuzione di un
1 MIN DI LETTURA

Amnesty International ha chiesto al Re dell’Arabia Saudita di fermare l’esecuzione di un cittadino libanese la cui condanna a morte per “stregoneria” è stata confermata la scorsa settimana da un tribunale saudita.
Si tratta di Ali Hussain Sibat, ex conduttore Tv per il canale satellitare libanese Sheherazade, che nel corso delle sue trasmissioni era solito dare consigli e prevedere il futuro.
Sibat è stato arrestato dalla Mutawa'een (polizia religiosa) nel maggio 2008 con l’accusa di “stregoneria”, mentre si trovava in Arabia Saudita per un pellegrinaggio.
Dopo l’arresto, chi lo interrogava gli ha detto di mettere per scritto cosa facesse per vivere, assicurando che poi sarebbe stato autorizzato a tornare a casa.
Il documento è stato invece presentato nel processo come “confessione”.
Sibat è stato condannato a morte da un tribunale di Medina il 9 novembre 2009, al termine di udienze segrete in cui non ha goduto di assistenza legale.
Lo scorso 10 marzo la condanna a morte è stata confermata da un tribunale di Medina. Secondo i giudici l’imputato ha praticato pubblicamente per anni la “stregoneria” davanti a milioni di spettatori, il che lo rende un “infedele”.
Si attende ora il pronunciamento della Corte d’Appello di Makkah.
Si tratta di Ali Hussain Sibat, ex conduttore Tv per il canale satellitare libanese Sheherazade, che nel corso delle sue trasmissioni era solito dare consigli e prevedere il futuro.
Sibat è stato arrestato dalla Mutawa'een (polizia religiosa) nel maggio 2008 con l’accusa di “stregoneria”, mentre si trovava in Arabia Saudita per un pellegrinaggio.
Dopo l’arresto, chi lo interrogava gli ha detto di mettere per scritto cosa facesse per vivere, assicurando che poi sarebbe stato autorizzato a tornare a casa.
Il documento è stato invece presentato nel processo come “confessione”.
Sibat è stato condannato a morte da un tribunale di Medina il 9 novembre 2009, al termine di udienze segrete in cui non ha goduto di assistenza legale.
Lo scorso 10 marzo la condanna a morte è stata confermata da un tribunale di Medina. Secondo i giudici l’imputato ha praticato pubblicamente per anni la “stregoneria” davanti a milioni di spettatori, il che lo rende un “infedele”.
Si attende ora il pronunciamento della Corte d’Appello di Makkah.
— FONTI
- (Fonti: Amnesty International, 18/03/2010)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
