Alcuni ribelli spalleggiati da ruandesi hanno ucciso...
Alcuni ribelli spalleggiati da ruandesi hanno ucciso almeno 163 civili e soldati in seguito ad una rivolta a Kisangani nel Congo nordorientale, molti di più di quanti i ribelli hanno ammesso di avere ucciso, ha detto un funzionario delle Nazioni Unite
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Alcuni ribelli spalleggiati da ruandesi hanno ucciso almeno 163 civili e soldati in seguito ad una rivolta a Kisangani nel Congo nordorientale, molti di pi� di quanti i ribelli hanno ammesso di avere ucciso, ha detto un funzionario delle Nazioni Unite.
Le uccisioni ad opera del gruppo ribelle conosciuto come Congolese Rally for Democracy o RCD-G, con base a Goma, sono avvenute il 14 maggio dopo che un gruppo di ribelli a Kisangani si � ribellato e si � impossessato della stazione radio, esortando gli ascoltatori a insorgere contro "gli invasori ruandesi" e esortando ad "uccidere i ruandesi."
Migliaia di residenti a Kisangani si sono riversati per le strade rispondendo agli appelli, solo per trovarsi di fronte alle truppe ribelli che tentavano di fermare l'ammutinamento.
Una commissione dell'RCD-G aveva in precedenza concluso che risultato della rivolta e delle sue violente conseguenze era stata la morte di 41 persone. Essa aveva incolpato le forze dell'RCD-G solo per uno dei decessi.
Il Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite Mary Robinson ha riferito al Consiglio di Sicurezza che le conclusioni dello special rapporteur delle Nazioni Unite Asma Jahangir hanno condotto alla "ferma conclusione che il 14 maggio le autorit� dell'RCD-G hanno eseguito esecuzioni sommarie ed uccisioni extragiudiziali di civili, soldati e agenti di polizia."
Le uccisioni ad opera del gruppo ribelle conosciuto come Congolese Rally for Democracy o RCD-G, con base a Goma, sono avvenute il 14 maggio dopo che un gruppo di ribelli a Kisangani si � ribellato e si � impossessato della stazione radio, esortando gli ascoltatori a insorgere contro "gli invasori ruandesi" e esortando ad "uccidere i ruandesi."
Migliaia di residenti a Kisangani si sono riversati per le strade rispondendo agli appelli, solo per trovarsi di fronte alle truppe ribelli che tentavano di fermare l'ammutinamento.
Una commissione dell'RCD-G aveva in precedenza concluso che risultato della rivolta e delle sue violente conseguenze era stata la morte di 41 persone. Essa aveva incolpato le forze dell'RCD-G solo per uno dei decessi.
Il Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite Mary Robinson ha riferito al Consiglio di Sicurezza che le conclusioni dello special rapporteur delle Nazioni Unite Asma Jahangir hanno condotto alla "ferma conclusione che il 14 maggio le autorit� dell'RCD-G hanno eseguito esecuzioni sommarie ed uccisioni extragiudiziali di civili, soldati e agenti di polizia."
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 16/07/2002)
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