esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

BIELORUSSIA

 
governo: nominalmente repubblica, di fatto una dittatura
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 24 novembre 1996; rivista ad ottobre 2004
sistema giuridico: basato sul diritto civile
sistema legislativo: bicamerale, Assemblea Nazionale composta dal Consiglio della Repubblica (Soviet Respubliki) e la Camera dei Rappresentanti (Palata Predstaviteley)
sistema giudiziario: Corte Suprema (giudici nominati dal Presidente); Corte Costituzionale (giudici nominati metà dal Capo dello Stato metà dalla Camera dei Rappresentanti)
religione: Ortodossi 48.3%, Cattolici 7.1%, altro 3.5%
metodi di esecuzione: plotone d'esecuzione
braccio della morte: 4 (al 31 dicembre 2017)
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 4
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti


situazione:
La pena capitale in Bielorussia è prevista per 14 reati che vanno dall’omicidio a una serie di reati militari e contro la sicurezza dello Stato, ai crimini contro l’umanità. Nell’articolo 24 della Costituzione si legge che “la pena di morte può essere applicata come misura eccezionale di punizione solo in caso di gravi crimini, nel rispetto della legge e in base a sentenza di tribunale, fino a che non sarà abolita”.
Il Presidente Alexander Lukashenko è stato aspramente criticato in Occidente per il suo ruolo autoritario e nel gennaio del 1997 l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha sospeso la Bielorussia dallo status di osservatore speciale, anche a causa della sua posizione sulla pena di morte. In un referendum del 1996, non riconosciuto dalla comunità internazionale a causa di gravi irregolarità, la maggioranza dei votanti (80,44%) si era espressa a favore della pena capitale.
Almeno 3 esecuzioni erano state effettuate nel 2014. Nel 2013, per la prima volta dopo molti anni, la Bielorussia non aveva praticato la pena di morte. Nel 2012, sono state effettuate almeno tre esecuzioni. Nel 2011, sono stati fucilati due uomini per omicidio. Nel 2010, erano state effettuate due esecuzioni per omicidio. Nel 2009 non sono state effettuate esecuzioni, nel 2008 ne erano state effettuate 4 e nel 2007 una.
In Bielorussia, nel 2015, non risulta siano state effettuate esecuzioni che però sono riprese nel 2016, con 4 esecuzioni e 4 nuove condanne a morte. Due uomini risultavano nel braccio della morte a fine 2016, Syarhey Vostrykau e Kiryl Kazachok.
Nel 2017, sono state effettuate 2 esecuzioni per omicidio. I tribunali bielorussi hanno emesso 5 condanne a morte e tre ergastoli nel 2017, ha reso pubblico il primo vicepresidente della Corte Suprema Valery Kalinkovich in una conferenza stampa a Minsk il 31 gennaio 2018. 
Alla fine dell'anno c'erano 4 condannati nel braccio della morte.

La pena di morte top secret
Anche in Bielorussia le informazioni sulla pena di morte sono considerate segreto di Stato. I detenuti nel braccio della morte sono informati dell’esecuzione, che avviene con un colpo alla nuca, solo qualche momento prima che sia effettuata. Ai familiari dei condannati non sono comunicati la data e il luogo dell’esecuzione nemmeno dopo che il loro parente è stato giustiziato. Il corpo non viene restituito alla famiglia né viene reso noto il luogo della sepoltura. A volte, notizie di esecuzioni filtrano soltanto dopo molti mesi dai fatti.

Le Nazioni Unite
Il 4 maggio 2015, la Bielorussia è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha accettato le raccomandazioni a prendere in considerazione l’introduzione di una moratoria sull’uso della pena di morte in vista della sua abolizione definitiva e a realizzare campagne pubbliche per spiegare gli argomenti per l’abolizione con l’obiettivo di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Nell'aprile 2017, lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per la Bielorussia ha ritenuto le condanne a morte nel Paese molto discutibili per mancanza delle garanzie del giusto processo e di una magistratura indipendente ( UN Doc. A/HRC/35/40).
Il 19 dicembre 2016, la Bielorussia si è nuovamente astenuta sulla Risoluzione per una Moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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