esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

0

Dal 2000 a oggi

0

legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

THAILANDIA

 
governo: constitutional monarchy; note - interim military-affiliated government since May 2014 Monarchia costituzionale - governo militare provvisorio dal maggio 2014
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: molti precedenti; progetto di ultima conclusione del 29 marzo 2016, approvato con referendum 7 agosto 2016, firmato dal re il 6 aprile 2017; nota - la versione finale ha diverse modifiche non riflesse in quella adottata dal referendum (2016)
sistema giuridico: si basa sul sistema civile con influenze di common law inglese
sistema legislativo: In transizione; a seguito del colpo militare del Maggio 2014 - Assemblea Legislativa Nazionale o Sapha Nitibanyat Haeng Chat
sistema giudiziario: Corte Suprema, giudici nominati dal Re
religione: 94,6% buddisti; 4,6% musulmani; 0,7% cristiani; 0,1% altri
metodi di esecuzione: iniezione letale
braccio della morte: 477 (al 17 ottobre 2017, di cui 192 andati definitivi nell'anno, secondo l’amministrazione penitenziaria). Circa il 45% per reati legati alla droga.
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 12
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (con riserva all'art. 6, che vieta di condannare a morte i minori)

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


situazione:

Il codice penale prevede la pena di morte in 55 articoli per vari reati, tra cui: reati contro il re e la famiglia reale (art. 107-110); omicidio premeditato; stupro quando provoca morte; rapimento; terrorismo; spionaggio; tradimento; crimini economici e reati legati alla droga.
Vi sono poi altre leggi che prevedono la pena di morte: la Legge sulle armi da fuoco, le munizioni, gli esplosivi, i fuochi d'artificio e l'equivalente delle armi da fuoco del 1947; la Legge sui narcotici del 1979; la Legge Anticorruzione del 1999, modificata il 9 luglio 2015, quando l'Assemblea legislativa nazionale ha approvato emendamenti che prevedono la pena di morte nei confronti di funzionari pubblici stranieri, lavoratori di organizzazioni  internazionali e di funzionari statali che hanno richiesto o accettato tangenti; l'Atto contro il traffico di persone umane del 2008, come modificato il 26 marzo 2015, quando l'Assemblea legislativa nazionale ha approvato emendamenti che consentono la pena di morte nei casi in cui il traffico causi la morte e la Legge del 2015 riguardante i reati riguardanti il ​​trasporto aereo che prescrive la pena di morte per coloro che sono stati dichiarati colpevoli di atti che comportano l’uso di forza letale che causi la chiusura di un aeroporto o danni agli impianti aeroportuali o agli aeromobili.
Secondo l'articolo 246 del codice di procedura penale, le donne in gravidanza sono esentate dalla pena di morte e devono prendersi cura del loro neonato in un luogo adatto all'interno della prigione per un anno dopo la nascita.
L'articolo 18 del codice penale vieta l'imposizione della pena di morte per i minori di 18 anni. Il 9 maggio 2003 il Senato della Tailandia ha approvato il disegno di legge che vieta la pena capitale per i condannati di meno di 18 anni e prevede come pena massima 50 anni in prigione.
I prigionieri malati di mente sono esclusi dall’esecuzione, almeno fino a quando non guariscono. Se il loro trattamento richiede più di un anno, la pena viene commutata in carcere a vita.
Un’ammissione di colpevolezza determina maggiore clemenza da parte dei giudici: da 25 anni di reclusione all’ergastolo invece della condanna a morte.
Dopo il giudizio finale l’esecuzione deve essere sospesa per 60 giorni per permettere al condannato di presentare la richiesta per il perdono del re. La maggior parte delle sentenze capitali sono commutate dalla grazia regale. Se viene concesso il perdono, l’esecuzione viene commutata in ergastolo.
Non si è mai saputo in anticipo quando un’esecuzione viene portata a termine. Di solito l’ordine di esecuzione viene trasmesso la mattina e l’esecuzione avviene il pomeriggio dello stesso giorno. Il giorno prima dell'esecuzione, la polizia prende le impronte digitali del prigioniero per confrontarle con quelle in suo possesso per accertare che non venga giustiziata una persona sbagliata. Se il prigioniero è un buddista, i monaci sono invitati a tenere un sermone, seguito dalla lettura della pena di morte da parte del direttore della prigione.

Il 15 gennaio 2017, è stata promulgata in Gazzetta Reale la legge approvata il 24 novembre 2016 dall'Assemblea Legislativa Nazionale (NLA) che emenda la legge tailandese sulla droga (2522 (1979) Narcotics Act).
La legge abolisce l’obbligatorietà della pena di morte per la vendita di droga e l’equivalenza automatica tra possesso e spaccio.  In questo modo i giudici potranno valutare le circostanze di ogni singolo caso senza essere vincolati ad automatismi normativi. [vedi capitolo: “La guerra alla droga”]
Il 16 gennaio 2017, un sondaggio dell’Istituto Nazionale per lo Sviluppo dell’Amministrazione (NIDA) ha rivelato che il 56.5% degli intervistati è favorevole alla pena di morte per stupro ed omicio, il 22% per recidiva di gravi crimini, il 10.6% per omicio premeditato e solo il 3.1% per droga, il 2.48% per rapina e omicidio, l’1.4% per aggressione fisica che causi la morte, l’1.1% per corruzione, l’ 1.47% per crimini come il terrorismo e l’ 1.1% era incerto. Alla domanda se la pen di morte deve essere eseguita comunque l’87.1%, ha detto si, solo l’8% si è detto contrario e il 4.8% era incerto. Alla domanda se la pena di morte deve essere eseguita, l’86.3% ha detto si, l’11.2% ha detto no perchè deve essere data una possibilità di cambiamento ed il 2.48% era incerto.
La Tailandia potrebbe abolire la pena di morte nel quadro del suo Terzo Piano Nazionale sui Diritti Umani per gli anni 2014-2018. “L’obiettivo del piano è quello di abolire la pena di morte”, ha detto Chanchao Chaiyanukit, vice segretario permanente del Ministero della Giustizia. Bowornsak Uwanno, capo del Comitato di redazione costituzionale nominato dalla giunta militare, ha detto che prevede di aggiungere una clausola nella nuova Costituzione per vietare esplicitamente la pena di morte.
Nel 2017, per l’ottavo anno consecutivo, non sono state effettuate esecuzioni in Tailandia.
Dopo una nuova sospensione tra il 2004 e il 2008, la Tailandia ha ripreso le esecuzioni nell’agosto 2009, quando due uomini sono stati giustiziati mediante iniezione letale per traffico di droga.
In base ai dati del Governo, dal 1934, quando il plotone di esecuzione ha sostituito l’impiccagione, la Tailandia ha giustiziato 325 persone, incluse tre donne.
Il 9 luglio 2017, la legge Anti-Corruzione è entrata in vigore prevendo nie casi più gravi la pena di morte estendendone l’applicazione agli stranieri che lavorano per governi stranieri e per organizzazioni internazionali.
Il 17 ottobre 2017, il direttore generale del Dipartimento per la Protezione dei diritti e delle libertà, Pitikan Sithidej ha detto che ci sono  447 detenuti si trovano nel braccio della morte in Thailandia che sta rivedendo l'uso della pena di morte.
"Abbiamo cominciato consentendo ai giudici di decidere se un condannato debba essere condannato a morte o all’ergastolo - invece di prescrivere la pena di morte come l'unica sanzione per certi reati", ha detto Pitikan Sithidej. Pitikan ha aggiunto che, in una fase successiva, il Paese potrebbe considerare l'abolizione della pena di morte per i crimini che non incidono sulla vita degli altri. 
Le leggi tailandesi attualmente prevedono la condanna a morte per 63 reati, inclusi reati di droga.
Dei 447 detenuti nel braccio della morte ad ottobre 2017, 157 sono stati condannati in via definitiva. Di questi, 68 sono stati trovati colpevoli di reati legati alle droghe.
Amnesty International riferisce dati comunicati dal Governo, in base ai quali nel 2017 state imposte 75 nuove condanne a morte con 192 persone, tra cui  19 donne, con una condanna definitiva a fine 2017, quando risultavano esserci 502 condannati a morte. I condannati per droga definitivi per droga sono 86 su 192, cioè il 45%.
Le condanne a morte hanno avuto un andamento altalenante negli ultimi anni, erano state ben 216 nel 2016, mentre nel 2015 le nuove condanne a morte erano state almeno 7 a fronte delle almeno 55 emesse nel 2014.

La Guerra alla Droga
I reati legati alla droga rappresentano una quota sproporzionata dei reati per i quali viene inflitta la pena di morte. Il 37% degli uomini e l'80% delle donne condannate a morte al 31 maggio 2015 sono state dichiarate colpevoli di reati legati alla droga.
Il 24 novembre 2016, l'Assemblea legislativa nazionale (NLA) ha approvato degli emendamenti alla legge sui narcotici. I cambiamenti sono stati votati all'unanimità 196 sì e 0 no. La legge è entrata in vigore il 15 gennaio 2017. In base alla precedente normativa la pena di morte era obbligatoria per reati legate alla droga. La nuova normativa sostituisce la pena di morte obbligatoria (nei casi in cui gli importi sequestrati superino la soglia indicata) con una presunzione di colpevolezza, non priva di aspetti discutibili ma che comunque lascia un più ampio margine alla difesa. Le altre principali modifiche adottate dall'Assemblea Nazionale del Paese riguardano la riduzione delle sanzioni per possesso, importazione / esportazione e produzione per la vendita.
Il nuovo articolo 65 (2) è meno punitivo per la "vendita di farmaci" e, anziché la pena di morte, la nuova punizione è "una multa di 1 milione baht", 5 milioni di baht o pena di morte ". Anche per "coloro che producono, importano o esportano" la pena è meno punitiva: "il carcere da 10 anni all’ergastolo a vita e una multa da 1 milione baht a 5 milioni di baht". Lo riforma è stata in gran parte determinata dal grave problema del  sovraffollamento. La Tailandia ha la più grande popolazione carceraria del Sud-Est asiatico e la sesta del mondo, insieme al tasso più elevato di incarcerazione femminile al mondo, il 70% per reati di droga. La legge sui narcotici istituisce 5 categorie di sostanze: categoria 1: eroina; anfetamine; metamfetamina; mdma (ecstasy); lsd; categoria 2: cocaina; codeina; metadone; morfina; categoria 3: narcotici sotto forma di formule medicinali contenenti stupefacenti della categoria 2; categoria 4: narcotici costituiti da sostanze chimiche utilizzate per la produzione di stupefacenti della categoria 1 o 2, come l'anidride acetica o il cloruro acetilico e la categoria 5: la cannabis, i funghi psicoattivi e la pianta del kratom. Le sanzioni più gravi si riferiscono alla prima categoria per più di 3 grammi.

La pena di morte e le donne
La Tailandia è il primo paese per donne detenute: sono almeno 50 le donne che, su un totale di 427 detenuti, si trovano nel braccio della morte, soprattutto per reati legati alla droga. In base ai dati del Governo, dal 1934, quando il plotone di esecuzione ha sostituito l’impiccagione, la Tailandia ha giustiziato 3 donne su un totale di 325 persone. 

Le Nazioni Unite
L’11 maggio 2016, la Tailandia è stata esaminata nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha accolto solo una parte delle raccomandazioni relative alla pena di morte, cioè: compiere passi concreti verso l’abolizione della pena di morte; riconsiderare l’abolizione della pena di morte come condanna per vari reati; rivedere l’imposizione della pena di morte per reati connessi al traffico di droga. Nelle considerazioni finali, la delegazione guidata dal Ministro della Giustizia ha detto che anche se circa l’80 per cento dei thailandesi sono contro l’abolizione della pena di morte, il Governo è impegnato a procedere verso l’abolizione, come ribadito nel Terzo Piano Nazionale per i diritti umani. Il Governo ha precisato che, secondo il piano, l’obiettivo sarà raggiunto in tre fasi. Nella prima fase, sarà restituita ai giudici discrezionalità nella condanna per i reati capitali. Nella seconda fase, ci sarà l’abolizione della pena di morte per alcuni reati. E, infine, la pena di morte sarà abolita.
Il 19 dicembre 2016, la Tailandia si è astenuta sulla Risoluzione per una moratoria sull’uso della pena di morte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. È la quarta volta consecutiva che i delegati thailandesi si sono astenuti sulla Risoluzione; la Tailandia aveva votato ‘no’ nel 2008 e nel 2007, quando il testo è stato introdotto per la prima volta all’Assemblea Generale.


 

notizie


 

Pena di morte per reati violenti

 
 
 

 

Asia, Medio Oriente, Australia e Oceania