esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

EMIRATI ARABI UNITI

 
governo: Federazione con poteri specifici delegati al governo federale ed altri poteri riservati ai singoli emirati - federazione monarchica
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 2 dicembre 1971, divenuta permanente nel 1996
sistema giuridico: basate su un doppio sistema di sharia o legge islamica e corti civili
sistema legislativo: monocamerale, Consiglio Nazionale Federale (Majlis al-Ittihad al-Watani)
sistema giudiziario: Unione Corte Suprema, i giudici sono nominati dal Capo dello Stato
religione: 96% musulmani, 4% cristiani e indù
metodi di esecuzione: lapidazione plotone d'esecuzione
braccio della morte: almeno 25 (alla fine del 2014 secondo Amnesty International)
Data ultima esecuzioni: 6-12-2012
condanne a morte: 3
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


situazione:
La pena di morte è raramente applicata, anche perché la legge prevede che un panel di tre giudici sia d’accordo nella decisione di comminare la pena capitale, la quale può essere poi condonata qualora la famiglia della vittima perdoni l’omicida, accettando un risarcimento in denaro. In caso di accettazione del “prezzo del sangue”, un tribunale può condannare un omicida a una pena detentiva da tre a sette anni. Negli Emirati Arabi Uniti, il prezzo del sangue per aver causato la morte di qualcuno è normalmente di 200.000 dirham (circa 54.450 dollari).
Sono reati capitali: omicidio, stupro, tradimento, rapina aggravata, apostasia, adulterio, spaccio e, dal 1995, traffico di droga sebbene non si sia mai appreso dell'esecuzione di nessuna sentenza.
La legge federale sull'ambiente in vigore dal 1° febbraio 2000 prevede la condanna a morte e multe da 1 a 10 milioni di Dh per il reato d'inquinamento terrestre o marittimo. Il 6 aprile 2000 un tribunale della Sharia a Ras al-Khaimah ha stabilito che chiunque sia trovato colpevole di compiere atti magici per fare un incantesimo sarà condannato a morte perché la pratica violerebbe la legge islamica e perciò è blasfema.
Secondo la legge islamica i familiari della vittima possono chiedere la pena di morte per l'imputato che viene riconosciuto colpevole, ma possono anche rinunciare a tale diritto in cambio di un indennizzo, chiamato "prezzo del sangue".
L’esecuzione avviene in un luogo sconosciuto a opera di un plotone di esecuzione che consiste di nove uomini, almeno uno dei quali è dotato di un fucile caricato a salve, per cui nessuno di loro sa chi ha sparato il colpo fatale. Secondo le procedure di esecuzione, i familiari dei detenuti nel braccio della morte li possono visitare sia durante la detenzione sia il giorno dell’esecuzione, ma non sono autorizzati ad assistere, mentre i familiari delle vittime possono partecipare all’esecuzione. I rappresentanti l’accusa, la polizia di Dubai, il direttore del penitenziario e un medico devono essere presenti quando la sentenza viene eseguita. La condanna a morte deve essere letta ad alta voce dal direttore del carcere o da uno dei suoi delegati. Un rappresentante dell’accusa documenterà tutte le ultime parole dette dal detenuto e l’ora della morte.
In base alla scuola giuridica islamica Maliki, ufficialmente adottata negli Emirati, un musulmano che uccide un non musulmano non può essere giustiziato. Tuttavia, il 29 dicembre 2010, con una decisione che costituisce precedente, la Corte di Cassazione ha stabilito di trattare l’omicidio di un non-musulmano come quello di un musulmano, sulla base di un altra scuola giuridica, la Hanafi, che è l’unica scuola sunnita che prevede la pena di morte nel caso un musulmano uccida un non-musulmano. I docenti di scuola Hanafi sottolineano che il divieto di giustiziare un musulmano che ha ucciso un non-musulmano deve essere applicato solo in tempo di guerra.
Negli Emirati Arabi Uniti, la lapidazione è una punizione prevista per l’adulterio secondo la legge della Sharia, ma è raro che i giudici emettano simili sentenze. In passato, tribunali penali degli Emirati hanno condannato alla lapidazione persone accusate di adulterio, ma le condanne non sono mai state eseguite. In base alla legge islamica, una persona può essere condannata per adulterio se si ottiene una sua confessione oppure se quattro persone testimoniano. Tuttavia, rimanere incinta a seguito di una relazione fuori dal matrimonio è una prova sufficiente.
Il 28 luglio 2004, gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto una legge per la lotta contro il terrorismo che commina la pena di morte o l'ergastolo per chiunque costituisca o diriga una organizzazione con tali fini. La pena capitale si applica ai responsabili di azioni terroristiche con vittime, mentre da 10 anni all'ergastolo sono comminati per chi sia collegato a un gruppo terroristico o contribuisca al finanziamento del terrorismo o per chi riceva da un gruppo terroristico un addestramento militare o in materia di sicurezza.
Il 14 dicembre 2013, il Presidente del Tribunale di Prima Istanza, Saeed Abdul Baseer, ha chiesto modifiche alle procedure legali, anche nei casi che potrebbero portare alla pena di morte. Abdul Baseer ha detto che numerosi omicidi erano il risultato di liti e non potevano essere considerati come premeditati, quindi il parere della famiglia della vittima non era necessario per il procedere del caso. Un altro problema degno di nota, ha detto l’alto magistrato, sono gli interrogatori di sospetti criminali da parte di agenti di polizia, perché alcuni poliziotti commettono gravi errori al momento dell’arresto quando violano la legge e interrogano l’imputato. “Questa procedura, oltre che illegittima, invalida l’intero caso, anche se l’imputato confessa in tribunale”.
Il 29 gennaio 2014, il Presidente Sheikh Khalifa bin Zayed bin Sultan Al Nahyan ha decretato la sospensione di tutte le esecuzioni in casi di omicidio per consentire alle autorità di contattare i parenti di sangue delle vittime e tentare di risolvere questi casi con loro, ha riportato il Gulf News il 5 febbraio. Un alto funzionario ha precisato che il decreto non include i casi di terrorismo, violenza e droga. Ci sono decine di condannati a morte negli Emirati che possono beneficiare della decisione a condizione che le autorità siano in grado di contattare i consanguinei delle vittime. A tale fine, un altro funzionario ha detto che il Ministero degli Affari Presidenziali ha istituito una commissione. “E’ un gesto compassionevole del Presidente per risolvere questi casi e allo stesso tempo assicurare il corso della giustizia in base alle leggi della Sharia e dei valori della società degli Emirati Arabi Uniti.” L’Alto Rappresentante dell’Unione europea per le Relazioni Esterne e la Politica di Sicurezza, Catherine Ashton, ha accolto con favore l’annuncio del Presidente Khalifa. “Spero che questo sia un primo passo verso una moratoria definitiva sulla pena di morte negli Emirati”, ha detto la Ashton in un comunicato del 7 febbraio. Il capo della politica estera dell’UE ha poi aggiunto che “questo sviluppo costituirà un esempio positivo per tutta la regione affinché si adottino misure analoghe che spianino la strada verso l’abolizione della pena di morte”.

Nell'ottobre 2016, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti (UAE) ha approvato il decreto legge federale n. 7/2016 che modifica il codice penale. La nuova legge si pone in violazione degli standard internazionali in materia di diritti umani e delle libertà fondamentali dei cittadini.
Infatti, la legge estende l'applicazione della pena di morte ad una serie di reati, definiti in termini molto ampi e vaghi. In particolare un articolo stabilisce che chiunque sia riconosciuto colpevole di istituire un’organizzazione che mira a "rovesciare il governo" o "contrastare i principi costituzionali sui quali si fonda il sistema di governo" sarà condannato a morte o a lunghe pene detentive.  Questo significa che qualsiasi gruppo di opposizione politica o volto a chiedere riforme costituzionali può essere colpito da questa norma. La stessa frase è ripetuta in un altro articolo che mette fuori legge i gruppi che minacciano la "sicurezza dello Stato" o gli "interessi dello Stato".
Ciò che preoccupa è che queste disposizioni non fanno riferimento ad atti violenti o di incitamento alla violenza.

La guerra al terrorismo
Il 20 agosto 2014, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, ha dato l’assenso alla prima e più dura legge anti-terrorismo del Paese, che prevede dall’ergastolo alla pena capitale oltre che pesanti multe finanziarie e che dovrebbe entrare in vigore con effetto immediato. E’ stata una delle leggi del Paese che è stata redatta, inviata all’approvazione del Consiglio Nazionale Federale e poi alla ratifica del Presidente della Repubblica nel più breve periodo di tempo.
La legge stabilisce la pena di morte per i colpevoli di attentato o minaccia al Presidente, al Vice-Presidente o a uno qualsiasi dei membri del Governo degli Emirati e dei loro familiari, e per chi cospira contro lo Stato e il Governo. La legge comprende anche una vasta gamma di fattispecie criminali correlate, tra cui la tratta di esseri umani e il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altri reati. Sono soggetti a tali pene quelli coinvolti nella realizzazione, la pianificazione o l’assistenza a svolgere attività terroristiche nel Paese o nella pianificazione di tali attività all’estero ma concepite in patria. Gli atti terroristici ai sensi della legge comprendono tutti i tipi di atti intenzionali che costituiscono una minaccia per la società e per lo Stato, tra cui il dirottamento, la presa in ostaggio di persone innocenti e legami con organizzazioni terroristiche al di fuori del Paese.
Il 24 novembre 2017, il Quartetto Anti-Terrorismo costituito da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, hanno aggiunto due entità e 11 individui alla loro lista nera. La lista nera include ora anche l’International Union of Muslim Scholars, con sede a Doha, e il Consiglio Islamico Internazionale. Secondo il Quartetto, queste entità e individui usano la predicazione islamica come mezzo per promuovere il terrorismo e coprire le loro attività terroristiche. Gli 11 individui avrebbero compiuto attacchi terroristici con il diretto supporto del Qatar, che gli avrebbe fornito passaporti e collocamento in diverse istituzioni del Paese.

Nel febbraio 2011, gli Emirati Arabi Uniti hanno ripreso le esecuzioni dopo tre anni di sospensione. L’ultima esecuzione nel Paese era stata effettuata nel febbraio 2008.
Nel 2015, negli Emirati è stata eseguita una sola sentenza capitale, come nel 2014. Nel 2013, non vi sono state esecuzioni. Nel 2012, negli Emirati è stata eseguita una sola sentenza capitale, come nel 2011. Nel 2015, sono state inflitte otto condanne a morte, secondo Amnesty International.
Nel 2015, almeno dodici commutazioni sono state concesse grazie al prezzo del sangue.
Nel 2016, non vi sono state esecuzioni negli Emirati, ma 26 condanne a morte sono state pronunciate secondo Amnesty International.
Le esecuzioni sono riprese nel 2017, con 1 uomo mandato al patibolo, mentre 5 sono state le condanne a morte pronunciate. 
Il 5 giugno 2017, l’uomo d'affari di origine indiana, SP Singh Oberoi, che ha salvato 89 indiani dal patibolo dopo aver pagato oltre 3 milioni USD come prezzo del sangue, ha detto che vi sono 130 uomini nel braccio della morte negli Emirati Arabi Uniti per omicidi legati al contrabbando. Questi includono immigranti dal Pakistan, dal Nepal, dalle Filippine, fra altri paesi ma la maggioranza-oltre 100 di loro-sono indiani di vari Stati (Punjab, Haryana, Bihar, Uttar Pradesh).

Le Nazioni Unite
Nel corso della Revisione Periodica Universale, nel 2009, alcuni membri del Consiglio diritti umani hanno raccomandato agli Emirati Arabi Uniti di stabilire una moratoria sulle condanne a morte e le esecuzioni, incoraggiare un dibattito nazionale sulla pena di morte, e di abolire la pena di morte.
Il 19 dicembre 2016, gli Emirati Arabi Uniti si sono nuovamente astenuti sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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Il "prezzo del sangue"

 
 
 

 

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