esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

BRUNEI DARUSSALAM

 
governo: Sultananto costituzionale
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 29 settembre 1959
sistema giuridico: basato sulla legge islamica e la common law inglese e legge islamica; nota- nel maggio 2014, è stato istituito parte del codice penale della Sharia, il quale viene applicato parallelamente alla common law sia ai Musulmani che ai Non-Musulmani
sistema legislativo: Il Consiglio Legislativo si è riunito per la prima volta in 20 anni, il 25 settembre 2004, con 21 membri nominati dal Sultano. Hanno votato degli emendamenti costituzionali che chiedevano un consiglio di 45 seggi con 15 membri eletti; il Sultano ha sciolto il consiglio il 1 settembre 2005 e ne ha nominato uno nuovo con 29 membri.
sistema giudiziario: Corte Suprema, giudici nominati per tre anni dal Sultano. L’ultima corte d’appello nei casi civili è il Comitato giudiziario del Privy Council di Londra. Le Corti della Sharia di occupano della legge islamica
religione: 67% musulmani; 13% buddisti; 10% cristiani; 10% altro
metodi di esecuzione: lapidazione
braccio della morte: 6 (www.deathpenaltyworldwide.org)
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti (solo firmato)


situazione:
La pena di morte è obbligatoria per omicidio, possesso illegale di armi da fuoco e di esplosivi e traffico di droga (importazione e esportazione di più di 15 grammi di morfina o eroina; possesso di più di 30 grammi di morfina o eroina per traffico non autorizzato e manifattura non autorizzata di morfina o eroina). La legge è stata ampliata nel 1992, rendendo il possesso di più di 200 grammi di cannabis o di oppio un reato capitale. Altri reati capitali sono: terrorismo, rapimento, tradimento, incendio doloso di certi beni pubblici, reati militari, falsa testimonianza in un processo capitale che si concluda con la condanna a morte di un innocente, altri reati che si concludano con la morte.
Nel febbraio 2002, il Brunei ha emendato la Legge sull'Abuso di Droghe e ha introdotto la pena di morte per chi traffica o spaccia più di 50 grammi di metanfetamina, la droga sintetica comunemente chiamata ice o shabu. Prima della modifica la pena di morte era riservata a chi trafficava o spacciava più di 200 grammi di shabu. La nuova legge prevede inoltre che chiunque detenga più di 100 grammi di shabu, invece dei 250 di prima, sia inviato alla forca. 
L'ultima esecuzione nel Brunei è avvenuta nel 1957.
Nel 2017, è stata pronunciata 1 nuova condanna a morte.

La pena di morte nei confronti delle donne
Il 22 ottobre 2013, Brunei Darussalam ha promulgato un nuovo Codice Penale della Sharia che prevede punizioni islamiche severe, tra cui la lapidazione per adulterio, l’amputazione degli arti per furto e la fustigazione per violazioni che vanno dall’aborto al consumo di alcol. “Per grazia di Allah, con l’entrata in vigore di tale normativa, il nostro dovere nei confronti di Allah è pienamente soddisfatto”, ha detto in un discorso pubblico il sessantasettenne Sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, che negli ultimi anni ha propugnato il passaggio a un Islam più conservatore. 
Il 1° maggio 2014, è iniziata l’implementazione “progressiva” del nuovo Codice Penale della Sharia del Brunei, ha stabilito con un decreto il Sultano Hassanal Bolkiah. “Con la fede e la gratitudine verso Allah l’Onnipotente, dichiaro che domani, giovedì 1° maggio 2014, inizierà l’applicazione della prima fase della legge della Sharia, che sarà seguita da altre fasi”, ha detto il monarca assoluto nel suo decreto il 30 aprile. 
Il Shariah Penal Code Order 2013 prevede la pena di morte come possibile sanzione – sia per i musulmani sia per i non musulmani – per i reati di rapina (art. 63), stupro (articolo 76), adulterio e sodomia (articolo 82). La pena di morte è inoltre prescritta – solo per i musulmani – in caso di condanna per atti che costituiscono rapporti sessuali extraconiugali (articolo 69). Insultare tutti i versetti del Corano e gli Hadith (trasmissione orale di detti, fatti, atti, comportamenti del Profeta), blasfemia, dichiararsi un profeta o non musulmano e l’omicidio sono altri reati per i quali potrebbe essere applicata la pena di morte. 
Il nuovo Codice penale specifica inoltre che un modo con il quale la pena capitale deve essere eseguita per stupro, adulterio, sodomia e rapporti sessuali extraconiugali è la lapidazione. 
Il Brunei è il primo Paese dell’Est e Sud-Est asiatico a introdurre un codice penale della Sharia a livello nazionale. 
La prima fase, che parte dal 1° maggio 2014, introduce multe o pene detentive per reati che vanno dal comportamento indecente, la non partecipazione alla preghiera del venerdì e la gravidanza extraconiugale. L’inizio della seconda fase, che copre reati come furto e rapina, è prevista entro la fine del 2014 e comporta sanzioni più severe come l’amputazione degli arti e la fustigazione. Alla fine del 2015, saranno introdotte pene come la lapidazione per alcuni reati, tra cui la sodomia e l’adulterio. 
Il nuovo codice islamico ha scatenato rare critiche interne e la condanna internazionale nei confronti delle autorità del Brunei. Ma il Sultano ha detto che la riforma era un “dovere” in base all’Islam, respingendo le “teorie infinite “ che le punizioni della Sharia sono crudeli. “Secondo la teoria, la legge di Allah è crudele e ingiusta, ma Allah stesso ha detto che la sua legge è davvero giusta.” 
“L’applicazione della pena di morte per una così ampia gamma di reati viola il diritto internazionale”, ha detto Rupert Colville, portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), il quale ha aggiunto che “secondo il diritto internazionale, la lapidazione costituisce tortura oltre che una punizione o trattamento crudele, inumano o degradante ed è quindi chiaramente vietata”. Notando che il Brunei ha mantenuto una moratoria di fatto sulla pena di morte dal 1957, l’OHCHR ha esortato il Governo a istituire una moratoria formale e lavorare verso l’abolizione totale della pratica.

Secondo il codice di procedura penale del Brunei (articolo 246) le donne incinte possono essere condannate alla pena massima dell'ergastolo, e una condanna più lieve può essere decisa se possibile.

Le Nazioni Unite
Nel 2009, il Brunei non ha accettato le raccomandazioni volte all’istituzione di una moratoria ufficiale o l'abolizione della pena di morte fatte da membri del Consiglio dei diritti umani durante la Revisione Periodica Universale. 
Il 2 maggio 2014, il Brunei è stato riesaminato in base alla Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il 10 settembre 2014, nelle sue risposte alle raccomandazioni ricevute, il Brunei ha respinto le raccomandazioni volte a rinviare l'attuazione del nuovo Codice Penale della Sharia e a ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici per l’abolizione della pena di morte. Il Governo ha osservato che, a oggi, l’abolizione non è richiesta dal diritto internazionale.
Il 19 dicembre 2016, il Brunei ha nuovamente votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

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