esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

ANTIGUA E BARBUDA

 
governo: monarchia costituzionale con un governo parlamentare
stato dei diritti civili e politici: Libero
costituzione: 1 novembre 1981
sistema giuridico: basato sulla common law inglese
sistema legislativo: bicamerale, Senato e Camera dei Rappresentanti
sistema giudiziario: Corte Suprema per i Paesi Caraibici dell'Est (sede a Santa Lucia)
religione: 92,2% cristiani, 2% altro, 5,8% nessuno o non specificato
metodi di esecuzione: impiccagione
braccio della morte: 0
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 0
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
L’omicidio è un reato capitale. Il Governatore Generale ha il potere di commutare le sentenze capitali.
Antigua e Barbuda è uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth, per il quale il Comitato Giudiziario del Privy Council britannico rimane la Corte d’Appello di ultima istanza.
In base a una sentenza del Privy Council del 1993, la pena di morte non può essere eseguita e va commutata automaticamente in ergastolo nel caso in cui il condannato abbia passato più di cinque anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione.
L’11 marzo 2002, il Comitato Giudiziario del Privy Council (JCPC), ha confermato la decisione emessa nell’aprile del 2001 dalla Corte d’Appello dei Caraibi orientali e ha unanimemente considerato incostituzionale – perché inumana e degradante – la pena di morte quale sanzione obbligatoria per omicidio ad Antigua e Barbuda e in altri sei paesi. Questa sentenza comporta il riesame di tutte le condanne emesse in precedenza.
Antigua e Barbuda è tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione.
I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione aumenteranno le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte.
La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005. Comunque, Antigua e Barbuda dovrà indire un referendum perchè sia approvato il passaggio dal Privy Council alla corte caraibica.
L’ultima esecuzione risale al 2 febbraio 1991.
Alla fine del 2015, sette persone, tra cui due stranieri, erano rimaste nel braccio della morte, secondo Amnesty International. Comunque, è improbabile che questi condannati siano giustiziati, dopo la decisione del Parlamento del settembre 2013 di abolire la pena di morte obbligatoria. Nel 2016, Antigua e Barbuda ha svuotato il suo braccio della morte dopo che il 23 novembre 2016 l’Alta Corte si è pronunciata sui casi di Michael Lorriston Cornwall e Michael Mason, detenuti dal 1994 il primo e dal 1996 il secondo. La revisione della loro sentenza si era resa necessarai dopo che il Privy Council nel 2002 aveva decretato l’incostituzionalità della pena di morte obbligatoria. Entrambi erano stati condannati per omicidio. Nessuna condanna a morte è stata pronunciata nel 2017.

Le Nazioni Unite
Il 9 maggio 2016, Antigua e Barbuda è stata sottoposta al Riesame Periodico Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha respinto le raccomandazioni a stabilire una moratoria formale sulla pena di morte e ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, al fine di abolire la pena capitale sia nella pratica sia in diritto.
Il 19 dicembre 2016, come nel 2008, nel 2010 e nel 2014, Antigua e Barbuda hanno votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mentre il 20 dicembre 2012, erano assenti.

 

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