esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

0

Dal 2000 a oggi

0

legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

ZAMBIA

 
governo: repubblica presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: agosto 1991, emendata dal Parlamento il 5 gennaio 2016 (un referndum costituzionale si è svolto l'11 agosto 2016, ma la partecipazione è stata del 44%, inferiore alla soglia del 50% richiesta)
sistema giuridico: si basa sulla common law e sulla legge consuetudinaria; revisione degli atti legislativi da parte di un consiglio costituzionale ad hoc
sistema legislativo: monocamerale, Assemblea nazionale
sistema giudiziario: Corte Suprema, Alta Corte
religione: 50-75% cristiani, 24-49% musulmani e indù, 1% credenze indigene
metodi di esecuzione: impiccagione
braccio della morte: 170 (di cui 168 uomini e due donne, al 27 aprile 2017, secondo lo Zambia Prisons Service)
Data ultima esecuzioni: 0-1-1997
condanne a morte: 9
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici

Primo Protocollo Opzionale al Patto

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte)


situazione:
Il Codice Penale, alla sezione 43, prevede obbligatoriamente la pena capitale nei casi di alto tradimento, omicidio e rapina a mano armata.
Lo Zambia non ha giustiziato nessuno dal 1997, grazie a una moratoria presidenziale sulle esecuzioni confermata dagli ultimi quattro capi di Stato, Levy Mwanawasa, Rupiah Banda, Michael Sata ed Edgar Lungu, personalmente contrari alla pena di morte.
Da quando è stato eletto nel 2001 e fino alla sua morte nell’agosto 2008, il Presidente Mwanawasa si era sempre rifiutato di firmare i decreti di esecuzione, commutando centinaia di condanne a morte. “Le persone non possono essere mandate al macello come fossero polli, e finché sarò Presidente non firmerò alcun ordine di esecuzione. Non voglio essere il capo dei boia”, aveva dichiarato Mwanawasa, un cristiano battista di sentimenti abolizionisti.
Anche il suo successore, Rupiah Bwezani Banda, aveva dichiarato che non avrebbe firmato alcun ordine di esecuzione. Banda, che era stato Vice Presidente dello Zambia dal 2006 fino alla morte di Mwanawasa nel 2008, aveva spiegato di voler seguire i passi del suo predecessore. Banda ha commutato le condanne a morte di oltre cento detenuti nel corso del suo mandato presidenziale, conclusosi il 20 settembre 2011, quando il leader dell’opposizione Michael Sata lo ha sconfitto nelle elezioni presidenziali.
Anche il Presidente Michael Sata ha seguito la politica dei suoi predecessori. Nel maggio 2013, ha graziato altri 113 prigionieri del braccio della morte commutando la loro pena in ergastolo. Il 25 dicembre 2013, in occasione del Natale, il Presidente Sata ha commutato in ergastolo le condanne a morte di altri 10 prigionieri. Dopo la sua morte nell’ottobre 2014, Edgar Lungu ha prestato giuramento come nuovo Presidente dello Zambia nel gennaio 2015.
Il 25 maggio 2015, il Presidente Edgar Lungu ha graziato e liberato 177 prigionieri in commemorazione del Giorno della Liberazione Africana. Il Presidente ha anche commutato in ergastolo le condanne a morte di 54 prigionieri, mentre 41 detenuti condannati a vita hanno avuto la loro pena ridotta a 25 anni. È stata la prima volta nella storia dello Zambia in cui alcuni detenuti nel carcere di massima sicurezza di Mukobeko sono stati graziati in occasione del Giorno della Liberazione Africana.
Il 16 luglio 2015, il Presidente Lungu ha svuotato del tutto il braccio della morte, riducendo in ergastolo le condanne a morte di 332 detenuti per risolvere il problema del sovraffollamento nella sezione di massima sicurezza del carcere di Mukobeko. Durante una visita alla prigione, Lungu ha detto che è inaccettabile ospitare centinaia di persone in una sezione con una capienza di 51 detenuti. “È ovvio che si tratta di un affronto alla dignità umana a parte i problemi sanitari e igienici che [il sovraffollamento] ha creato”, ha detto Lungu. Il Presidente ha inoltre detto che la sua amministrazione si era impegnata a migliorare la situazione delle carceri, la maggior parte delle quali sono state costruite prima dell’indipendenza del Paese nel 1964. Con una capacità di ospitare solo 8.200 detenuti, attualmente, ci sono circa 19.000 detenuti nelle carceri del Paese.
Al 24 agosto 2015, c’erano solo tre detenuti maschi nel braccio della morte di Mukobeko, secondo lo Zambia Prisons Service (ZPS).
Il 18 aprile 2013, la Convenzione Nazionale Costituzionale ha votato per mantenere la pena di morte prevista nella clausola (3) dell’Articolo 28 della prima bozza di Costituzione. Quando è stata messa ai voti il 16 aprile, i delegati hanno raggiunto una situazione di stallo che ha portato a una votazione a scrutinio segreto, nella quale 177 delegati hanno votato per il suo mantenimento e 138 contro. Il 13 aprile, il gruppo tematico Bill of Rights della Convenzione Nazionale Costituzionale aveva respinto la previsione della pena di morte contenuta nel progetto di Costituzione.
Nel gennaio 2016, la Commissione Affari Legali del Parlamento ha tenuto una serie di audizioni per ricevere vari punti di vista sul fatto che la pena di morte debba essere abolita o meno. Il 13 gennaio, il vice capo dell’amministrazione penitenziaria Chrispin Kaonga ha detto che da un punto di vista amministrativo, con una moratoria in atto, continuare a mantenerla è davvero improduttivo e costoso e che con la messa a morte il condannato non può trarre alcuna lezione dalla pena poiché la sua vita finisce. Il 14 gennaio, Florence Chibwesha, direttrice della Commissione per i Diritti Umani dello Zambia, ha detto che lo Zambia dovrebbe ratificare il Secondo Protocollo Opzionale all’ICCPR volto all’abolizione della pena di morte e che occorre un approccio basato sui diritti umani per affrontare le cause profonde dei reati punibili con la morte che sono sfide sociali, economiche, politiche e culturali. Il 19 gennaio, il docente della Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università dello Zambia, Landelani Banda, ha definito la pena di morte come un “omicidio di Stato” che deve pertanto essere abolita perché non vi è alcuna giustificazione legale, politica o religiosa per il suo mantenimento nelle leggi del Paese. Il 21 gennaio, il capo della polizia Kakoma Kanganja ha detto che le disposizioni sulla pena di morte in Zambia sono adeguate e che dovrebbe essere applicata come previsto dalla Costituzione e dal Codice Penale. Il 21 gennaio, la direttrice esecutiva del Consiglio delle Chiese dello Zambia (CCZ), Rev Susan Matale, ha detto che non vi è alcun sostegno alla pena di morte nelle sacre scritture, né nel vecchio né nel nuovo testamento. “La vita umana è sacra e non può essere presa da nessuno, neppure dallo Stato. Chi toglie la vita commette un omicidio, compreso lo Stato.” Ha così espresso una posizione diversa da quella di Pukuta Mwanza, direttore esecutivo della Evangelical Fellowship of Zambia (EFZ) che, il giorno prima, aveva chiesto di non abolire la pena di morte perché è biblica. Secondo lui, il sesto comandamento della Bibbia ‘non uccidere’ non si riferisce alla pena di morte, ma all’omicidio inteso come la cessazione volontaria della vita di un altro uomo.
Dal 1964, quando lo Zambia è diventato indipendente, sono state impiccate 53 persone. L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio 1997, quando l’ex Presidente Frederick Chiluba autorizzò l’esecuzione di 8 detenuti avvenuta lo stesso giorno.
Nel 2015, sono state comminate almeno sette condanne a morte, tutte per omicidio. Secondo le autorità dello Zambia nel 2016 l’Alta Corte avrebbe imposto 101 nuove condanne a morte ed i condannati a morte in carcere sarebbero 157 alla fine dell’anno. Il 27 aprile 2017, il Commissario generale delle prigioni Percy Chato ha reso noto che sono 170 (168 uomini e due donne) le persone condannate a morte per vari reati dal 16 luglio 2015, quando il braccio della morte era stato svuotato in virtù dell’atto di clemenza per 332 detenuti del Presidente della Repubblica Edgar Chagwa Lungu.

La pena di morte nei confronti delle donne
Nello Zambia, dove atti di clemenza cercano di far fronte al problema del sovraffollamento carcerario, ci sono 170 dei detenuti nel braccio della morte, di cui 2 sono donne, secondo quanto dichiarato dal Commissario generale delle carceri Percy Chato il 27 aprile 2017.


Le Nazioni Unite
Il 30 ottobre 2012, lo Zambia è stato sottoposto alla Revisione Periodica Universale del Consiglio per i diritti umani dell'ONU. Il 14 marzo 2013, nella sua risposta alle raccomandazioni ricevute, lo Zambia ha respinto le raccomandazioni che potrebbero interferire con il processo di revisione costituzionale, tra cui quelle sull'abolizione della pena di morte. Musa Mwene, Procuratore Generale dello Zambia, ha detto che il progetto di costituzione definitivo sarebbe stato pronto entro giugno 2013, dopo di che sarebbe stato sottoposto all'approvazione definitiva in un referendum popolare.
Il 18 dicembre 2016, lo Zambia si è astenuto sulla Risoluzione per una Moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

notizie


 

Pena di morte per reati violenti

 
 
 

Amnistia per i condannati a morte

 
 
 

 

Africa