esecuzioni nel mondo:

Nel 2018

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Dal 2000 a oggi

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legenda:

  • Abolizionista
  • Mantenitore
  • Abolizionista di fatto
  • Moratoria delle esecuzioni
  • Abolizionista per crimini ordinari
  • Impegnato ad abolire la pena di morte

SUDAN DEL SUD

 
governo: Repubblica presidenziale
stato dei diritti civili e politici: Non libero
costituzione: 9 luglio 2011
sistema giuridico:
sistema legislativo: bicamerale, costituita dall'Assemblea Legislativa Nazionale e dal Consiglio degli Stati
sistema giudiziario: Corte Suprema, Corti d'Appello, Alti Corti, corti locali
religione: animisti, cristiani
braccio della morte: +300 (a fine 2015)
Data ultima esecuzioni: 0-0-0
condanne a morte: 2
Esecuzioni: 0
trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:

Convenzione sui Diritti del Fanciullo

Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti

Protocollo opzionale alla Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti


situazione:
Il Sudan del Sud ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011 come risultato dell’accordo globale di pace del 2005 che ha posto fine alla più lunga guerra civile registrata in Africa. L’accordo prevedeva anche un referendum per l’indipendenza che si è svolto nel gennaio 2011, nel quale il 99% dei cittadini del Sud ha votato per la secessione dal Sudan. 
Formato dai 10 Stati più meridionali del Sudan, il Sudan del Sud è altamente diversificato etnicamente e linguisticamente. A differenza della popolazione prevalentemente musulmana del Nord, i sudanesi del Sud seguono religioni tradizionali e una minoranza di loro quella cristiana. 
In base al Codice Penale del 2008 (pre-indipendenza), la pena di morte è prevista per tradimento; insurrezione, banditismo, sabotaggio o atti di terrorismo con conseguenze mortali; falsa testimonianza in un caso capitale che porti all’esecuzione di un innocente; omicidio; tentato omicidio che provochi lesioni da parte di una persona condannata all’ergastolo per un omicidio precedente; brigantaggio con omicidio; spaccio di droga in circostanze aggravanti. 
Le persone che a parere della Corte sono sotto i 18 anni di età non possono essere condannate a morte, così anche le persone che a parere della Corte hanno superato i 70 anni. 
Secondo la legge del Sudan del Sud la Corte Suprema deve esaminare e confermare tutte le condanne a morte e il Presidente deve approvare tutte le esecuzioni prima che abbiano luogo. 
Il Codice di procedura penale del 2008 prevede che l’esecuzione avvenga per impiccagione. 
I responsabili di omicidio possono essere condannati a morte o all’ergastolo, ma c’è una terza opzione. Possono essere multati e imprigionati per un tempo più breve, se il più vicino parente della vittima opta per il tradizionale “prezzo del sangue”. La pena di morte è prevista anche dalla Costituzione Transitoria adottata il 9 luglio 2011. 
Secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), la stragrande maggioranza delle persone in carcere in Sudan del Sud non hanno rappresentanza legale o il diritto all’assistenza legale gratuita in gravi questioni penali, civili, di terra e di famiglia. Secondo il Ministero della Giustizia, circa il 95 per cento dei detenuti passa attraverso il sistema di giustizia penale senza assistenza legale. 
Nel gennaio 2012, il Presidente Salva Kiir ha istituito una commissione di revisione costituzionale con il mandato di elaborare una costituzione permanente. La pena di morte è già emersa come una questione controversa in questo processo, come è accaduto già durante la stesura della Costituzione ad Interim del 2005 e della Costituzione Transitoria del 2011. Il Presidente si dice che sia molto a disagio nel firmare ordini di esecuzione, mentre stanno emergendo posizioni contro la pena di morte. 
Molti sudsudanesi sono cristiani e si oppongono alla pena di morte per motivi religiosi, altri sostengono che la pena di morte, introdotta sotto il dominio coloniale britannico, è incompatibile con i costumi e le tradizioni del popolo del Sudan del Sud. Secondo le norme consuetudinarie della maggior parte delle comunità del Paese, le persone condannate per omicidio devono pagare un risarcimento alla famiglia della vittima, una soluzione volta a ripristinare le relazioni piuttosto che esigere una retribuzione attraverso la vita del colpevole. 

Nel 2017, sono state imposte 16 condanne a morte e almeno 4 esecuzioni sono state compiute secondo Amnesty International. Due dei giustiziati erano minorenni.
Nessuno tocchi Caino ha registrato almeno 4 esecuzioni nel 2016.
Amnesty International ha registrato almeno cinque esecuzioni e almeno 17 condanne a morte nel 2015. 
È probabile che esecuzioni “legali” siano avvenute nel Sudan del Sud anche nel 2014, anche se non è possibile confermarlo. Nel 2013, sono state effettuate almeno 4 esecuzioni e comminate almeno 19 condanne a morte. Le esecuzioni erano state almeno 5 nel 2012. 
Siccome il Governo non rende pubbliche informazioni sulle condanne a morte e sulle esecuzioni, il numero effettivo di persone giustiziate è probabilmente più alto. 
Alla fine del 2015, c’erano oltre 300 detenuti condannati a morte, nelle prigioni di Juba (Stato del Central Equatoria), Wau (Stato del Bahr el Ghazal occidentale) e Malakal (Stato dell’Upper Nile). 

Le Nazioni Unite
Il settembre 2012, Riek Puok Riek, rappresentante permanente del Sudan del Sud al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, ha detto che “il Sudan del Sud è d’accordo con la logica di abolire la pena di morte”, anche se “è un processo da affrontare con gradualità”. 
Il 7 novembre 2016, il Sudan del Sud è stato esaminato nell’ambito della Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo ha detto che l'abolizione della pena di morte sembra essere un po’ lontana, a causa del costume tribale e del diritto consuetudinario; perciò i progressi verso questo obiettivo devono essere graduali.
Nel marzo 2017, ha accettato la raccomandazione della Santa Sede di proseguire negli sforzi per migliorare le condizioni di detenzione e di abolire la pena di morte, con l’obiettivo di commutare le condanne a morte.
Il 19 Dicembre 2016, il Sudan del Sud ha votato contro la Risoluzione per la moratoria sulla pena di morte all’Assemblea generale dell’ONU, mentre aveva votato a favore nel 2014 e nel 2012.

 

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